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Furti e vandalismi in ospedale la polizia indaga sugli autori
Tra i primi elementi raccolti in questura le immagini della videosorveglianza L’Aoup: «Impossibile chiudere tutto e identificare coloro che entrano»
pisa. Indaga la questura sui frequenti raid nei reparti di Cisanello. Uno stillicidio di intrusioni che non si limitano al piccolo furto di farmaci e ricettari. I balordi che cerca di rubare e che restano feriti non chiedono aiuto e nella scia di sangue lasciato sui pavimenti raccontano la loro disperazione. E anche la vulnerabilità di un policlinico che per sua natura non può essere blindato, ma che ancora non ha trovato il giusto equilibrio tra accessibilità e sicurezza.
La polizia è in attesa di ricevere la denuncia dettagliata dei vertici dell’Aoup su danni e sottrazioni del caso più recente. Gli ultimi episodi hanno avuto in comune il danneggiamento dei sanitari nei bagni e il ferimento di chi si è introdotto nell’ospedale. La fascia di sospettati abbraccia chi vive la tossicodipendenza con la difficoltà di trovare soldi per la droga. E l’ospedale diventa una grande opportunità, tra furtarelli di portafogli, ricettari per recarsi nelle farmacie e tutto quello che può essere monetizzabili attraverso i canali della ricettazione.
«L’autore che ha divelto un lavandino, deve essersi ferito e si è dileguato – spiegano dall’ospedale –. Il danno arrecato all’impianto ha fatto scattare l’allarme antincendio per cui sul posto sono intervenuti immediatamente gli elettricisti e le guardie per un sopralluogo».
Personale dell’Azienda ospedaliera sta esaminando i filmati delle telecamere esterne di videosorveglianza per cercare di risalire ai responsabili.
I furti sono avvenuti nella sala d’attesa degli ambulatori di Cardiologia (piano terra ex-Edificio 10, ora denominato Monoblocco), dove sono stati forzati dei cassetti chiusi a chiave e rubati dei ricettari, poi annullati dalla direzione medica di presidio e quindi inutilizzabili. Anche su questo episodio sono in corso indagini.
Sul punto del rafforzamento della vigilanza aupiscato dai sindacati, «è opportuno precisare che innanzitutto l’ospedale è per definizione un luogo aperto al pubblico per cui mai sarà possibile chiudere tutto, anche perché si intralcerebbero i percorsi dell’emergenza-urgenza, né tantomeno si potrà perquisire e identificare chiunque acceda come un normale visitatore/paziente – aggiunge l’Aoup –. Allo stesso modo non si possono chiudere le camere calde (da cui probabilmente qualche malintenzionato accede), essendo necessarie all’ingresso delle ambulanze. Ci sono porte allarmate e nelle degenze e nelle sale da sempre si accede con codice numerico. Quello che si può fare e che già si sta facendo, sia su Cisanello che su Santa Chiara (costo annuale di 1,2 milioni di euro, ndr) è garantire una sorveglianza h 24 all’ingresso unico pedonale; il pattugliamento notturno nei viali interni e nei parcheggi; il giro di perlustrazione notturno all’interno degli edifici». —
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