Gioco
Mafie, Filippeschi: serve impegno vero ma questo sindaco cosa sta facendo?
Dopo l’allarme lanciato dal prefetto Castaldo sulla penetrazione anche nel territorio pisano
Il dibattito
Penetrazione delle mafie. «L’allarme lanciato dal prefetto Castaldo e che Il Tirreno ha rilanciato è un atto forte, di sensibilizzazione e d’indirizzo, va preso molto sul serio e deve impegnare tutte le istituzioni e tutti coloro che hanno responsabilità civiche e sociali», dice l’ex sindaco Marco Filippeschi. «Le mafie - aggiunge - si fanno strada nella crisi economica, disponendo di enormi risorse, e la corruzione delle amministrazioni pubbliche spesso apre loro la strada. Nella nostra provincia e in Toscana i rischi sono certi, dunque nessuna disattenzione è ammessa e serve un impegno attivo di contrasto. A Pisa non si parte da zero: per la condotta del sindaco di Pisa fino al luglio 2018 valeva un Codice Etico antimafia e anticorruzione stringente, il primo sottoscritto in Italia, che valeva anche per gli assessori e gli altri nominati dal sindaco (la “Carta di Pisa”, elaborata dall’Università e da “Avviso Pubblico” con il Comune e fatta propria dall’associazione dei Comuni per la legalità); Prefettura, Camera di Commercio, Provincia, Comune di Pisa avevano sottoscritto un protocollo (fatto proprio da tutti gli altri comuni) per il monitoraggio dell’economia locale contro l’accesso di capitali sporchi; il consiglio comunale in fine di mandato aveva istituito un “Osservatorio” che ancora non opera. Che fine ha fatto il Codice Etico? Perché non è stato adottato dal sindaco in carica? Perché questa discontinuità, da niente sostituita, su un versante così delicato? Come si può rilanciare l’azione congiunta delle istituzioni? Vanno date risposte».
Sul tema interviene anche la consigliera comunale Maria Antonietta Scognamiglio (Pd), la qualche ricorda che, su sua sollecitazione, l’assessore Bonanno nella commissione consiliare 2 pochi giorni fa ha comunicato che il Comune aveva pubblicato il bando per la copertura dei tre posti nell’Osservatorio della legalità, ma che si era avuta una sola candidatura e per giunta non idonea, e dunque che il Comune avrebbe provveduto quanto prima a rinnovare il bando. «A questo punto, da parte mia, due impegni - dice Scognamiglio -: continuare a mantenere alta l’attenzione affinché si giunga quanto prima a completare l’organico dell’Osservatorio; proporre a commissione e consiglio comunale una modifica dell’art. 5 con l’obiettivo del radicale superamento di una situazione come quella che si è determinata; in particolare sarà avanzata la proposta che i componenti dell’Osservatorio restano in carica fino alla nomina dei nuovi componenti da parte del consiglio Comunale». —
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