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Pisa

l’evento 

La scienza del futuro sotto le stelle ad “Argini e Margini”

La scienza del futuro sotto le stelle ad “Argini e Margini”

Domani sera il quinto ed ultimo appuntamento con gli incontri promossi dall’Istituto Italiano di Tecnologia

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pisa. Domani sera, alle 21, al locale “Argini e Margini” sulla sponda del Lungarno Galilei, si conclude la terza edizione della kermesse dal titolo “Serate scientifiche Lungarno”.

Una serie di eventi gratuiti di divulgazione scientifica al pubblico promossi dall’Istituto Italiano di Tecnologia (Iit). Quello di domani sera è il quinto e ultimo appuntamento di questo ciclo che si è aperto a fine giugno e che è stato seguito con successo da diverse centinaia di persone curiose ed appassionate. Domani sera si parlerà del percorso della scoperta e dell’evoluzione di nuove molecole per attività terapeutica, quindi della nascita di nuovi farmaci. Con la loro esperienza che parte dall’industria e culmina in Iit, Sine Mandrup e Fabio Bertozzi racconteranno di questo cammino, scientificamente avvincente ed affascinante, che parte da laboratori di ricerca d’avanguardia fino ad arrivare agli ospedali o agli scaffali delle farmacie (parte dei loro studi è supportata dalla Fondazione Italiana per la Ricerca sulla Fibrosi Cistica).

Le “Serate scientifiche Lungarno” sono state organizzate e curate dal dottor Gianpiero Garau che guida il laboratorio di biostrutture dell’Iit al centro Nest della Scuola Normale Superiore di Pisa che, nella serata di apertura, ha inaugurato la manifestazione insieme a Valentina De Lorenzi, giovane ricercatrice lucchese supportata dalla collaborazione internazionale Italia-Israele del laboratorio di biostrutture, introducendo l’intera rassegna che quest’anno ha avuto come tema trainante “La scienza e le tecnologie d’avanguardia per la nostra salute”. Nel loro intervento hanno presentato le tecnologie più potenti ed efficaci per studiare, ingegnerizzare e creare nuove biostrutture dalle dimensioni nanometriche, al fine di applicarle in moltissimi campi biotecnologici e terapeutici, tra cui le malattie del metabolismo e i disordini legati all’alimentazione.

«Sia la Comunità Europea che i vari istituti e fondazioni che sostengono la ricerca – spiega Garau – puntano molto sulla divulgazione perché l’idea è di sensibilizzare, appassionare e rendere tutti partecipi; far capire quanto siano importanti i finanziamenti alla ricerca e sdoganare la scienza per renderla il più possibile popolare». —

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