Gioco
Azzoppato l’Ordine degli avvocati, in 4 rifiutano di subentrare
Il presidente Stefano Pulidori sempre più in difficoltà In sei si sono dimessi, solo Iacobelli e Di Cerbo entrano
pisa. C’è ancora fermento all’interno dell'Ordine degli avvocati pisani. La caldissima assemblea del 16 luglio non ha certo contribuito a riportare serenità dopo l'elezione del presidente Stefano Pulidori. Assemblea che dovrà avere un seguito considerato che non sono stati esauriti gli interventi di coloro che si erano registrati a parlare e soprattutto c’è ancora da discutere la mozione di sfiducia all’attuale consiglio che un nutritissimo gruppo di avvocati ha presentato contro il fatto che alcuni membri, tra cui lo stesso Pulidori, si sono presentati e sono stati eletti nonostante avessero alle spalle già due mandati. Non c'è ancora una data per la nuova assemblea che presumibilmente sarà nel mese di settembre.
L’Ordine dovrà poi affrontare il completamento del nuovo consiglio. Nelle settimane scorse si erano dimessi sei dei quindici consiglieri eletti: gli avvocati Giovanni Berti Mantellassi, Agnese Bertini, Edoardo Cerri, Luca Degl'Innocenti, Enrico Fascione e Alessandro Frangiamore. Per completare l’organismo si è dunque fatto ricorso ai primi sei non eletti. Tra questi però Tiziana Mannocci (con 113 voti), Irene Mancuso (106), Irene Braca (102), Aldo Fanelli (71 voti) e Leonardo Pancrazi (68) hanno rifiutato la nomina ritenendo il consiglio non rappresentativo, mentre ha accettato Paolo Iacobelli (73 voti). Ad oggi quindi solo due consiglieri che avevano ricevuto voti in occasione delle elezioni, oltre a Iacobelli anche l'avvocato Lorenza Di Cerbo (53 voti, ottava dei non eletti), hanno accettato di entrare nel nuovo consiglio portando quindi l’organismo attuale a undici membri. Gli altri quattro dovranno essere scelti con elezioni suppletive; spetterà allo stesso consiglio indicarne la data, anche se potrebbe scegliere di andare avanti senza surroghe. Un altro problema che quindi arriva sul tavolo del presidente Pulidori. Problema che però non potrebbe essere l’ultimo. A Roma infatti anche il Consiglio Nazionale Forense è al centro di polemiche su alcuni componenti. Il 17 luglio scorso è stata presentata una istanza per il suo commissariamento a firma della legale pugliese Maria Casiello, proprio per l'asserita ineleggibilità di ben nove membri tra i quali il presidente Andrea Mascherin. Ovviamente se questa istanza dovesse avere esito positivo le conseguenze sarebbero immediate per Pisa visto che la questione toccherebbe il suo presidente. —Daniele Benvenuti
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