Gioco
Orari ridotti per la vendita degli alcolici «Un coprifuoco, pronti a ricorrere al Tar»
Oggi entra in vigore il nuovo regolamento comunale ma è subito guerra con numerosi gestori dei locali della movida
PISA. Stop anticipato alla vendita di alcol nei locali. Il nuovo regolamento comunale entra in vigore oggi, ma già numerosi locali della zona della movida minacciano un ricorso al Tar. Il regolamento in questione è quello che disciplina le attività del settore alimentare nel centro storico. Le norme consentono anche di rimuovere il blocco alle nuove aperture che il Comune aveva imposto sotto la precedente amministrazione. Da domani quindi sarà possibile aprire un’attività commerciale alimentare (ed ovviamente anche un pubblico esercizio) nel centro, rispettando disposizioni molto stringenti presenti nel regolamento.
L’obiettivo della giunta Conti è «ripristinare la libertà di iniziativa economica e lo sviluppo della concorrenza per garantire livelli di servizio migliori all’utenza, salvaguardando però l’interesse collettivo per il mantenimento del patrimonio storico, ambientale e culturale».
Ma il fronte è caldo soprattutto nella parte del regolamento che riguarda gli orari di apertura ed i limiti per la somministrazione di alcolici. Un nutrito gruppo di gestori di locali si è rivolto a due studi legali per predisporre un eventuale ricorso al Tar contro il regolamento che, secondo loro, disciplina aspetti non di competenza comunale. In pratica Palazzo Gambacorti, sempre secondo alcuni titolari di pubblici esercizi, potrebbe imporre orari e limiti agli alcolici solo per periodi limitati e per motivi di ordine pubblico o decoro (le famose ordinanze già applicate in passato).
Questo con stop a mezzanotte per l’esterno dei locali (e alle 1 o 1.30 a seconda dei giorni anche all’interno) è definito un vero “coprifuoco”. Le associazioni di categoria provano a mediare, auspicando correzioni. L’attesa è per vedere ora come sarà interpretata sul campo la disposizione da parte del Comune. C’è chi ritiene che dopo la mezzanotte debba sì cessare il servizio al tavolo, ma che non può essere punito il cliente che prende una bevanda alcolica al bancone e poi si siede al tavolino esterno dello stesso locale.
Sulle nuove aperture, invece, le proteste sono arrivate da parte in particolare del comitato dei residenti del quartiere di Santa Maria, che temono un proliferare incontrollato di nuove attività legate alla movida.
Ci sono anche però, oltre agli orari, dei paletti per imporre una maggiore qualità nelle nuove aperture. Anzitutto è obbligatorio che i prodotti in vendita rientrino nel disciplinare “Vetrina Toscana”. Vengono poi vietate attività di somministrazione con apparecchi automatici, “fast-food” o “self-service”, ad eccezione di quelli a servizio delle Ferrovie e di altri mezzi di trasporto pubblico, delle mense aziendali e universitarie, scuole, Rsa, asili. E ancora sale da gioco e store di prodotti derivanti dalla cannabis. —
Daniele Benvenuti
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