Gioco
Conti: «Era il Festival di Mosca, non di Pisa. Se è saltato, non può accusare il Comune»
Il sindaco sulla cancellazione dell’edizione 2019: «Sono sempre qui e sono pronto a discutere, ma non si è visto nessuno»
«Se il professor Mosca è in difficoltà per organizzare una nuova edizione del Festival della robotica non può scaricare la colpa sul Comune». Michele Conti è tranchant. Franco Mosca, direttore organizzativo dell’evento, ieri sulle colonne de Il Tirreno ha ufficializzato che l’edizione 2019 è saltata chiamando in causa l’amministrazione per i suoi silenzi. «Il Comune non ha preso posizione», afferma il professore emerito dell’Università di Pisa. «Sono qui 24 ore su 24, ma non lo ho mai visto in Comune», risponde il sindaco.
Perché si è arrivati a questo punto di non ritorno?
«Il Festival non era e non è mai stato un evento organizzato dal Comune. L’anno scorso, quando sono subentrato, ho confermato lo stanziamento di 50mila euro fatto dalla precedente amministrazione. L’ho fatto per correttezza. Ma era il Festival di Mosca, non della città di Pisa».
Ha però dato lustro alla città, cosa non ha funzionato?
«Era lui che lo organizzava, ma non si è fatto mai vedere qui in Comune per esporre i problemi. Al professor Mosca vorrei ricordare che quando un’iniziativa coinvolge vari enti, il lavoro in sinergia è fondamentale per la buona riuscita della stessa, altrimenti c’è il rischio che un evento, pur nato con buoni propositi, non risponda alle logiche di interesse collettivo».
Insomma, le porte del Comune erano aperte.
«E lo sono ancora, anche per il professore. Il Comune supporta ogni iniziativa di sviluppo per la città, come dimostra la firma del protocollo per l’area produttiva di Ospedaletto avvenuta proprio ieri in Regione insieme a Unione Industriali, associazioni di categoria e ordini professionali. E, restanto in tema di eventi, proprio in questi giorni stiamo lavorando con Regione e Fondazione Sistema Toscana per ospitare nuovamente a Pisa l’edizione 2019 dell’Internet Festival».
Resta il fatto che sembra assurdo che la robotown perda il suo festival.
«La robotica a Pisa continua a essere all’avanguardia attraverso il lavoro di centinaia di studenti e ricercatori che vengono qui da tutto il mondo per studiare e far progredire questa disciplina. Resta una capitale mondiale della robotica e di questa materia si occupano Università, Scuola superiore Sant’Anna, Centro multidisciplinare di chirurgia robotica dell’Azienda ospedaliero-universitaria, ma non tutte queste realtà sono state coinvolte a pieno da Mosca».
In definitiva, nessun danno per la città?
«No, neanche in merito al flusso turistico che gli organizzatori sostengono sarebbe stato generato dal Festival. In particolare nel 2017, se prendiamo i numeri dell’Ufficio del Turismo, durante il periodo dell’evento abbiamo registrato 22mila presenze in meno. I flussi turistici non si generano così e si rischia di svilire un settore disciplinare parificandolo ad altre iniziative».
Dunque l’esperienza del Festival è finita del tutto.
«Abbiamo le nostre idee e stiamo già lavorando per supportare concretamente i soggetti che lavorano sulla robotica pisana. Tuttavia non diciamo no a priori se ci si presenta con un progetto concreto. Ma io rispondo del Giugno pisano, non del Festival». —
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