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Pisa

darsena toscana: le polemiche 

«Approfondiamo le indagini ma Pisa avrà tanti vantaggi»

Francesco Loi
«Approfondiamo le indagini ma Pisa avrà tanti vantaggi»

Bonadio: lo sviluppo del porto di Livorno porterà notevoli risorse economiche Scalo ferroviario a Montacchiello e una soluzione per il ponte sullo Scolmatore 

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TIRRENIA. «Sono stati espressi dubbi sulla realizzazione della nuova Darsena a Livorno per la preoccupazione che questa possa avere conseguenze sul litorale pisano. Questi dubbi non sembrano supportati dagli studi fin qui fatti. Ma, se necessario, possono e debbono essere approfonditi anche attraverso un lavoro congiunto tra i due Comuni coordinato dalla Regione. Al tempo stesso invito a riflettere sulla portata di tale intervento, anche e soprattutto a vantaggio dell’area pisana». A parlare così è l’ingegner Giovanni Bonadio, già presidente di Logistica Toscana e componente del cda di Toscana Aeroporti.

Nei giorni scorsi è stato illustrato lo studio Irpet sull’andamento dell’economia della costa. Tra le province solo Pisa ha tenuto per la presenza di servizi di eccellenza (sanità ed università). Ma sia la Camera di Commercio che l’Unione Industriale hanno ribadito che resta il problema dell’arretratezza infrastrutturale. La stessa relazione dell’Irpet afferma poi che lo sviluppo dell’intera area potrà essere promosso dalla logistica che garantisce facilità di movimento dei passeggeri e delle merci.

Ingegner Bonadio, da esperto della materia, qual è la sua posizione?

«Inviterei a riflettere su due fatti importanti avvenuti negli ultimi mesi: il primo è la riapertura dell’Incile. Il secondo è l’inizio dei lavori di collegamento diretto tra il porto di Livorno e l’interporto di Guasticce».

Nel primo caso Pisa che vantaggi può avere?

«Dopo 70 anni è stato messo in comunicazione l’Arno con il canale di Navicelli. Ciò rende competitivo il trasporto via acqua verso il porto di Livorno, fornendo la possibilità di insediamento sia di attività di logistica a servizio di un’area di oltre 200mila abitanti che di attività manifatturiere, oltre ad agevolare l’industria cantieristica già presente».

Meno immediato è comprendere cosa può comportare il collegamento Livorno-Guasticce…

«Invece è semplice. Quel collegamento di fatto scavalca la barriera rappresentata dalla ferrovia tirrenica congiungendosi alla linea Pisa-Firenze. Ciò significa eliminare il nodo della stazione di Pisa Centrale congestionato dal traffico passeggeri. Tale congiungimento (già studiato da Rete Ferroviaria) dovrà essere realizzato passando per l’area di Montacchiello-Ospedaletto. Dove peraltro la strumentazione urbanistica prevede uno scalo merci. Dunque, una nuova stazione nell’area pisana: un elemento di forte attrazione per le aziende in cerca di una collocazione ideale».

Lei è consigliere di Toscana Aeroporti, tra i soggetti più interessati alla velocizzazione dei collegamenti ferroviari Pisa-Firenze: eliminare il nodo di Pisa Centrale può essere d’aiuto?

«Sicuramente. Perché si libereranno al contempo importanti tracce da destinare alla mobilità passeggeri (pendolari e turisti), magari anche attraverso la velocizzazione semaforica, rendendo più veloce il collegamento tra la costa e la Toscana centrale».

Ma tutto questo, secondo lei, che tempi può avere?

«Se ci sarà capacità decisionale il disegno può essere realizzato in tre-cinque anni».

Vie d’acque e ferrovie, ma le strade “tradizionali”? Tra il litorale pisano e quello livornese resta irrisolto il “collo di bottiglia” del ponte sullo Scolmatore…

«Potenziare la portualità (e la progettata nuova Darsena Europa è capace di sostenere i traffici dei prossimi 40 anni) significa anche potenziarne le vie di accesso. Ecco, dentro la questione Darsena credo ci siano tutte le possibilità di risolvere, in termini progettuali e di risorse economiche, anche il nodo del ponte sullo Scolmatore». —

Francesco Loi

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