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Pisa

il patto 

Ospedaletto, la riqualificazione parte da una base di 1,4 milioni

Samuele Bartolini
Ospedaletto, la riqualificazione parte da una base di 1,4 milioni

Firma a Firenze di un accordo pubblico-privato per il rilancio dell’area produttiva Il sindaco: i fondi serviranno per un elaborare un piano di interventi e i primi bandi 

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FIRENZE. «Ospedaletto va fatto come l’Osmannoro. Spero venga qualche azienda di moda e dell’alta tecnologia», dice il sindaco di Pisa Michele Conti. «Sì. Un’area produttiva a passo d’uomo, che coniughi ambiente e rinascita sociale», aggiunge con una frase ad effetto la presidente dell’Ordine degli architetti Patrizia Bongiovanni. Queste le ambizioni del protocollo d’intesa per la riqualificazione dell’area di Ospedaletto.

Un accordo firmato ieri a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della giunta regionale, con la “benedizione” dell’assessore alle attività produttive Stefano Ciuoffo: «Così ci muoviamo, come una regione che fa sistema». A sottoscrivere l’intesa ci sono pure i rappresentanti dell’Unione Industriale Pisana, della Camera di Commercio, di Cna, Confcommercio, Confesercenti, l’Ordine degli architetti e l’Ordine degli ingegneri. Politica, associazioni di categoria e ordini professionali. Per una volta tutti d’accordo. Tutti a ragionare come un sistema unico.

OSPEDALETTO

TRA CRISI E RINASCITA

Tirata sù a capannoni negli anni Settanta, utilizzata per la produzione industriale negli anni Ottanta e Novanta, oggi l’area di Ospedaletto è sospesa in una zona “grigia” tra abbandono e rinascita. C’è lo scheletro di una palazzina alta quattro piani che avrebbe dovuto ospitare uffici. Concessionarie d’auto chiuse. Marciapiedi “monchi”, fatti solo di massicciate, ai lati delle strade. Una fermata dell’autobus senza pensilina. Zone verdi che proprio verdi non sono. E qualche barrettino sparuto. Qui però ha aperto uno stabilimento l’azienda nel settore della difesa, Leonardo. Ci sono le aziende farmaceutiche Abiogen e Farmigea. C’è un grosso call center della Vodafone. In altre parole, non è certo una situazione simile a quella di un deserto. Ma le esigenze di rilancio e riqualificazione restano evidenti.

I CONTENUTI DELL’INTESA

L’accordo firmato ieri in Regione punta al rilancio. Ma come? «Intanto mettiamo i soldi», dice il sindaco Conti. «Noi come giunta siamo disposti a piazzare 700mila euro nel bilancio 2020». E la Regione sarebbe disposta a fare altrettanto. Totale: 1,4 milioni di euro. Questi soldi serviranno ad elaborare un masterplan. E poi a fare i primi bandi comunali per attrarre gli investimenti dei privati. In un documento redatto da alcuni firmatari di ieri figurano due rotatorie da realizzare agli incroci nella parte sud ed un parcheggio intermodale da collocare nell’attuale area fieristica. Si sostiene la necessità di migliorare il collegamento con la città e con l’aeroporto, di riaprire lo svincolo autostradale di Pisa Sud creando un collegamento diretto con l’area di Ospedaletto e quella di realizzare un polo intermodale con la linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti.

LA COLLABORAZIONE

TRA PUBBLICO E PRIVATO

Tra le esigenze figura anche quella di mettere in esercizio nuove linee di bus urbani a servizio dell’area e l’idea di realizzare una metropolitana leggera di superficie sfruttando la ferrovia Pisa-Collesalvetti al momento poco utilizzata. Ma si vuole anche piantare gli alberi lungo le strade. Aprire una farmacia, un alimentari, un ristorante. Perfino un asilo nido per le mamme lavoratrici della zona. Conti parte dai marciapiedi. «Non è che li deve rifare per forza tutti l’amministrazione comunale. Magari anche i privati ci possono dare una mano». «La stessa cosa con la produzione di energia da fonti rinnovabili. Pubblico e privato possono aiutarsi a vicenda», aggiunge Bongiovanni. Staremo a vedere. —

Samuele Bartolini

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