Gioco
La robotica pisana perde il suo Festival «Un danno enorme per tutta la città»
Niente edizione 2019 e quella 2020 è sempre più a rischio Una perdita da 15mila presenze turistiche in sette giorni
Pisa. Quindicimila presenze in sette giorni. È il flusso turistico che Pisa perderà nel 2019 a causa della cancellazione del Festival della robotica. «Il Comune è assente, l’Arpa (la fondazione che aveva finanziato le prime due edizioni del festival, ndr) è fuori dai giochi: quest’anno niente Festival», spiega Franco Mosca, luminare della medicina e direttore organizzativo del Festival. L’appuntamento è rinviato al 2020, o almeno si spera. «In attesa che il Comune decida, non ho smesso di pensare a un’edizione l’anno prossimo», assicura il professore emerito di Chirurgia generale dell’Università di Pisa. Ma è forte il timore che il Festival della robotica scompaia per sempre. Ed è pesante l’impatto con cui la città deve fare i conti.
Un impatto che va ben oltre le 15mila presenze svanite nel nulla. Altrettanto importante è la perdita di immagine per la città dove è stato costruito il primo computer italiano, dove è nato il dominio internet.it e dove si registrano le più alte concentrazioni al mondo di ricerca, produzione e applicazione di sistemi robotici. Una realtà che nel Festival aveva trovato un’opportunità unica per ottenere risonanza mediatica, un’occasione importante per attirare l'interesse di potenziali investitori del settore.
«Un impoverimento per la nostra città», sottolineano Luca Pisani e Claudio Salati, rispettivamente coordinatore del gruppo di Pisa e coordinatore dei gruppi provinciali di +Europa, che mettono sul banco degli imputati l’amministrazione guidata da Michele Conti e chiedono un intervento immediato per far sì che sia revocata la decisione di rinviare di un anno il Festival: «Il Comune di Pisa deve farsi promotore di un rilancio immediato, assumendo un ruolo di coordinamento e mettendo su un tavolo con i principali promotori e partner per cercare di organizzare al meglio e in tempi brevi l’edizione 2019 di un evento assolutamente importante che valorizza le eccellenze pisane». L’invito fatto a Conti è poi declinato in forma di appello verso gli altri organizzatori dell’evento: «Chiediamo che tutti coloro che hanno fatto parte fattivamente dell’organizzazione si mobilitino per salvaguardare questo evento internazionale che valorizza le eccellenze pisane», concludono Pisani e Salati.
Un appello a cui si aggiunge quello dell’associazione Amici di Pisa: «Non possiamo fare a meno del Festival e non possiamo pensare di ridurlo – afferma il presidente Stefano Ghilardi –. Il Festival è inoltre un’ occasione vincente per “destagionalizzare” il turismo nei mesi meno intensi e garantire continuità lavorativa agli operatori alberghieri e commerciali. Pisa ha inoltre tre centri d’eccellenza universitari, altre grandi eccellenze in campo medico e biomedicale ed anche artigianale e industriale. Dobbiamo arrivare a costruire un polo della robotica e il Festival ne è un elemento importante. Per questo chiediamo che il Comune di Pisa sia la cinghia di trasmissione dell’organizzazione insieme ai comuni limitrofi per ripetere su Pisa il modello-Milano per le Olimpiadi invernali».
Per ora Palazzo Gambacorti tace come ha fatto negli ultimi 10 mesi. L’amministrazione fu infatti chiamata in causa già lo scorso ottobre da Mosca durante l’inaugurazione del Festival 2018. Ma a quel «è necessario che il Comune di Pisa diventi capofila del progetto» pronunciato dal direttore della kermesse non è arrivata risposta. —
Giuseppe Boi
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