Finanza
«Dalla Robotown alla Robot valley» Mosca rilancia e pensa alla Valdera
Per l’edizione 2020 del Festival gli organizzatori puntano sulla provincia: «Lì abbiamo riscontrato il grande interesse delle istituzioni e dei privati»
Pisa. Cancellata l’edizione 2019, si pensa già a quella 2020. Lo smacco di non essere riusciti ad organizzare il terzo Festival della robotica consecutivo è forte, ma la speranza è riuscire a farlo rinascere l’anno prossimo. E Franco Mosca, direttore organizzativo della kermesse, punta ad un alleato che ha un interesse e un ruolo strategico nel settore: la Valdera.
«Lì abbiamo riscontrato un grande interesse da parte delle istituzioni e dei privati», rivela il professore emerito. E basta citare tre eccellenze come l’Istituto di biorobotica della Scuola superiore Sant’Anna, la Casa domotica di Peccioli e il Polo scientifico e tecnologico di Navacchio per capire quanto peso abbiano i robot e il loro sviluppo nella provincia pisana. E non a caso Mosca, che a suo tempo coniò per Pisa il termine Robotown, la definisce «la Robot valley toscana».
Capofila di un settore capace di attirare investimenti ed esperti del settore da tutto il mondo è senza dubbio l’Istituto di robotica del Sant’Anna. La sede si trova a Pontedera presso il Polo Valdera dove sono presenti apparecchiature di avanguardia per l’analisi, per la progettazione e per la micro e nano fabbricazione. Sempre nel centro di studi della città della Piaggio sono presenti le aule e una guest house, vale a dire una struttura per ospitare i ricercatori provenienti da tutto il mondo. Nell’istituto, diretto da Christian Cipriani, fanno ricerca e lavorano più di 200 persone: 26 docenti e ricercatori, più di 90 studenti di dottorato, più di 75 assistenti di ricerca, più di 20 amministrativi e tecnici, un numero variabile di studenti, tesisti e ricercatori in visita.
Diretta espressione dell’istituto di Pontedera è la Casa domotica di Peccioli. Un vero e proprio incubatore, di imprese, idee e tecnologie che ha ospitato tanti test ed esperimenti collegati alla robotica. Spesso con uno spirito anche goliardico come le gare di robot maggiordomi per testare gli sviluppi dell’intelligenza artificiale o la sfida robot tra Italia e Germania con da una parte un gruppo di ricercatori dell’Università La Sapienza di Roma con il robot “SPQReL” e dall’altra gli studenti di Bonn-Baden e di Coblenza.
Altra istituzione è poi il Polo scientifico e tecnologico di Navacchio, vale a dire il più grande parco tecnologico della Toscana in cui operano 60 aziende e oltre 600 persone. Una realtà capace di mettere in connessione idee, progetti, talenti e competenze nei settori dei servizi, robotica, microelettronica e biomedica. Un vero e proprio punto di riferimento per imprese e startup grazie alla presenza di una squadra pronta ad offrire un supporto per far crescere le aziende vecchie e, soprattutto, nuove.
E questa concentrazione di ricerca, scienza e innovazione ha permesso il sorgere di una miriade di imprese che hanno proprio nella robotica il loro settore d’eccellenza. Un’eccellenza di cui si giova sia la provincia sia la stessa città di Pisa e, in un possibile futuro, anche il Festival internazionale della robotica in versione Robot valley. —
G.B.
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