Morto con un coltello nel petto la Procura dispone l’autopsia
Domani l’esame all’istituto di medicina legale per chiarire i tempi del decesso Nessun dubbio sul suicidio, ma l’indagine va chiusa con questo accertamento
pisa. Non ci sono dubbi sull’origine della morte del 41enne trovato senza vita nella sua auto nel parcheggio tra la Conbipel e Unieuro a Ospedaletto. Ma per definire il capitolo giudiziario di una storia che resta un tormento per amici e familiari dell’uomo, la Procura ha disposto l’autopsia.
L’esame all’istituto di medicina legale è in programma domani e a eseguirlo sarà il professor Luigi Papi che già ha svolto una prima ricognizione domenica mattina nella macchina del suicida.
È uno scrupolo investigativo che serve a chiudere il fascicolo con la completezza di un’indagine durata poche ore e coordinata dal magistrato Miriam Pamela Romano.
Il tempo di visionare le telecamere esterne di Unieuro e rendersi conto che in quell’auto, dove un passante intorno alle 9 ha visto il corpo di un uomo con un coltello piantato nel petto, non è scesa, né salita alcuna persona. Il 41enne era solo. E nella sua solitudine ha architettato e messo in pratica il suo proposito di addio alla vita.
Lo ha fatto in un modo in cui gli investigatori hanno ipotizzato come prima pista quella dell’omicidio. La lama conficcata all’altezza dello sterno non faceva pensare di primo acchito a un suicidio.
Quando poi nella mano destra dell’uomo è stata trovata una bottiglia di trielina l’idea che alla base del gesto di fosse la volontà di uccidersi ha preso corpo fino a diventare la soluzione del giallo durato il tempo di una mattinata.
Sul perché il padre di famiglia, sposato e papà di un figlio, abbia deciso di togliersi la vita è un argomento che resta confinato nell’ambito della sua famiglia.
Aver perso un fratello per leucemia anni fa e anche il padre, per tumore, erano stati colpi duri da metabolizzare. E anche se c’è stato altro a fare da detonatore al suo piano suicida è un aspetto che era e resta privato. Lo choc per i colleghi e chi lo conosceva è stato quello di avere del 41enne un’immagine solare che neanche con il più complicato degli sforzi di fantasia poteva associarla a quella di una persona che sceglie di farla finita. Ha spiazzato tutti. A partire dalla moglie che ora deve pensare al bimbo. Sull’auto la polizia ha trovato l’ovetto fissato sui sedili posteriori e il passeggino sistemato nella bauliera. Nel cruscotto aveva nascosto il coltello da cucina. Quello che usato per uccidersi dopo aver bevuto la trielina. L’autopsia servirà anche a capire se il decesso è stato istantaneo o se oltre voler morire il padre di famiglia ha voluto infliggersi anche l’ulteriore sofferenza dell’agonia. Domani pomeriggio la salma sarà restituita alla famiglia che potrà così organizzare il funerale. —
Pietro Barghigiani
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