Il Tirreno

Pisa

La protesta 

Nasce “Giustizia per Maurizio” L’associazione dei riders pisani

Danilo Renzullo
Nasce “Giustizia per Maurizio” L’associazione dei riders pisani

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Pisa. L’obiettivo è ampliare a livello nazionale le rivendicazioni per ottenere tutele e diritti per le centinaia e centinaia di giovani e non che ogni sera si mettono in sella a uno scooter o a una bicicletta per consegnare pizze e pasti caldi a domicilio. A dieci mesi di distanza dalla scomparsa di Maurizio Cammillini, il rider pisano morto in un incidente stradale in via Pietrasantina mentre consegnava panini e fritture, nasce “Giustizia per Maurizio”, un’associazione costituita dai familiari, dagli amici e dai colleghi del 29enne deceduto lo scorso settembre. «L’associazione ha l’obiettivo di ricordare Maurizio e di spingere gli organi competenti a far luce su una morte avvolta nel mistero – dicono i promotori dell’associazione –. Nel suo nome porteremo avanti la battaglia per ottenere una regolamentazione del settore».

Una battaglia inaugurata alcuni mesi fa con una lettera inviata dai riders pisani di Deliveroo Italy – una delle due multinazionali (l’altra è Just Eat) che, insieme a tante piccole aziende e ai servizi privati offerti da locali e pizzerie, si dividono la fetta di mercato sul territorio pisano “impiegando” circa 60 degli oltre 200 fattorini – e proseguita con un presidio sotto la Torre pendente per chiedere diritti, sicurezza e salari dignitosi.

L’associazione sarà presentata il prossimo 8 settembre, ad un anno dalla morte di Cammillini, durante un memorial sportivo organizzato ai campi della Cella. Un torneo di calcio, la grande passione del rider scomparso, per raccogliere fondi da destinare in beneficenza e per l’associazione. «A quasi un anno di distanza, non abbiamo ancora ottenuto giustizia», dice la sorella di Cammillini, Stefania Pellegrini. «L’incidente è avvenuto di giorno, in una strada molto trafficata. Non è credibile che nessuno abbia visto niente», prosegue rinnovando l’appello rivolto ad eventuali testimoni.

«Chiediamo giustizia, ma vogliamo cercare anche di prevenire altre tragedie – aggiunge Pellegrini –. L’associazione nasce per ricordare mio fratello, per cercare di ottenere giustizia, ma soprattutto per salvaguardare centinaia di lavoratori dimenticati da tutti. Vogliamo far conoscere e diffondere tutte le criticità e i pericoli a cui vanno incontro queste persone ed ottenere la regolamentazione dell’attività e l’introduzione di tutele e diritti per i lavoratori». —

Danilo Renzullo

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