Il Tirreno

Pisa

Morto con una coltellata al petto Prima di uccidersi si avvelena

Pietro Barghigiani
Morto con una coltellata al petto Prima di uccidersi si avvelena

Ha bevuto trielina. Il corpo trovato al posto di guida, le telecamere filmano l’arrivo dell’auto: nessuno scende, né entra

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Quello che aveva quasi tutti gli ingredienti per diventare un giallo di mezza estate, nel giro di qualche ora ha virato verso la tragedia personale di un padre di famiglia che ha scelto una domenica mattina per togliersi la vita. Non ci sono dubbi sull’origine del gesto di un 41enne, di cui abbiamo deciso di non fornire le generalità tenuto conto delle circostanze del gesto.

Impressiona il modo con cui ha scelto di togliersi la vita: conficcandosi un coltello da cucina nel petto. Pochi centimetri di lama che hanno posto fine a quella che l’uomo aveva ritenuto essere una sofferenza insopportabile da non condividere neanche con i suoi familiari. Nessun messaggio alla moglie. Un’ipotesi investigativa indica in problemi familiari una possibile causa e nei prossimi giorni in questura saranno sentiti alcuni conoscenti. Ieri mattina, anziché entrare al lavoro alle 7, si è portato con la sua auto nel parcheggio tra la Conbipel e Unieuro nella zona industriale di Ospedaletto. Si è fermato lasciando la macchina fuori dagli spazi di sosta. È sceso per qualche secondo per prendere una bottiglia di trielina nel bagagliaio. Poi è risalito per infliggersi una coltellata al torace con l’arma tenuta nel cruscotto e presa in cucina. È rimasto sul sedile leggermente reclinato con la testa sposta sulla spalla destra. Nella mano destra teneva la bottiglia della sostanza chimica bevuta per avvelenarsi. È stato un passante alle 9 a imbattersi in quella macchina parcheggiata in solitudine nell’ampio piazzale. Quando si è avvicinato ha avuto un sussulto. Un uomo seduto al volante con un coltello perpendicolare nel petto. Prima le volanti della questura e poi la polizia scientifica con il personale della squadra mobile con la dottoressa Sandra Orsini hanno delimitato l’area. Sul posto è arrivato anche il magistrato di turno Miriam Pamela Romano e il medico legale, professor Luigi Papi con il collega Alessandro Santurro. Per quanto incredibile per dinamica e modalità di esecuzione quella coltellata non è stata inferta da un omicida. È stato il 41enne, sposato, un figlio, residente in una frazione alle porte di Pisa, l’autore del proprio destino. Ma prima di arrivare a questa conclusione, gli investigatori sono partiti con l’ipotesi prevalente dell’omicidio. Un cadavere con un coltello nel costato è un’immagine che si presta al contesto di un delitto. Tra i vari elementi determinanti per escludere la caccia a un assassino e confermare il suicidio ci sono state le telecamere di Unieuro. I filmati raccontano di un’auto che si ferma nel piazzale. Il conducente scende, poi risale. Da quel momento nessuno entra o esce dall’abitacolo. Fino a quando il passante incrocia il corpo. È l’inizio di un mistero che si scioglie in poche ore. Prima il fratello e poi il padre, a cui era molto legato, erano scomparsi dopo lunghe battaglie contro la malattia. Prigioniero del suo tormento, nel chiuso di una vita familiare in cui non tutto emerge all’esterno, il 41enne ha deciso di non confidare a nessuno la ragione per cui ieri ha deciso di interrompere la sua sofferenza in un modo che ha lasciato senza parole amici e familiari. —

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di Redazione web