Dai religiosi ai matematici: la caccia al numero infinito
Pisa. Ecco le date e i momenti chiave del Pi greco.
Antico Testamento, Libro dei Re,7:23: “Poi fece il mare fuso: dieci cubiti da una sponda all’altra cioè completamente rotondo; la sua altezza era di cinque cubiti e una corda di trenta cubiti lo circondava all’intorno”.
1650 a.C, lo scriba egizio Ahmes scrisse: “Togli 1/9 a un diametro e costruisci un quadrato sulla parte che ne rimane. Questo quadrato ha la stessa area del cerchio”.
V secolo a.C.: Antifonte e Brisone di Eraclea usano il principio di esaustione.
250 a.C.: Archimede di Siracusa misura il Pi greco per approssimazione 22/7
263 Cina: Liu Hui, usando il metodo di esaustione con un poligono di 3072 lati , trovò per π il valore di 3,1416
140 d.C.: Tolomeo migliora il calcolo usando 3,17/120.
III secolo: i romani per approssimazione usano 3,1/7
530 d.C.: il matematico indiano Aryabatha usa le radici quadrate.
IX secolo: in Iraq Abu ‘Abd-Allah ibn Musa al-Khwarizmi usa nei suoi scritti le cifre indiane, successivamente note anche come arabe, compresi lo zero e la virgola dei decimali.
1085: i libri arabi e greci vengono tradotti in latino.
1202: Leonardo Pisano (Fibonacci) scrisse il Liber abaci, che contribuì alla diffusione in Europa.
1220: Leonardo Pisano scrive Practica geometriae, Fibonacci usò il valore approssimato di π di 1440/ (458 1/3) o di 864/275 (circa 3,1418).
1360: il filosofo Alberto di Sassonia scrive De quadratura circuli.
XX secolo: l’invenzione del calcolatore da nuova vita a Pi greco. —
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