La protesta
Il caso dei permessi negati al Circo fa infuriare i tirreniesi
Commercianti sul piede di guerra: «Un danno di immagine» Anche i residenti delusi per la cancellazione delle serate
tirrenia. «Non ci credo!Ma perché! Ma non erano già stati è Eliopoli lo scorso anno? Allora perché non gli hanno dato il permesso anche per Tirrenia?». Hanno reagito così i tirrenesi quando ieri mattina hanno saputo che il Comune non aveva concesso il permesso al Circo Paniko che doveva debuttare venerdì sera. Questo gesto, da parte del Comune, ha provocato una reazione inedita a Tirrenia, è riuscito a compattare sia residenti che commercianti in un grido di unanime sdegno e rabbia.
«Il circo non c’è più e noi vorremmo sapere i nomi delle persone che non hanno firmato il permesso – esordisce la famiglia Marsigli titolare della pizzeria Beny -. Qualcuno se ne dovrà assumere la responsabilità perché questo è un danno d’immagine ed economico per tutta Tirrenia. La pubblicità era già stata fatta da tempo e ci siamo trovati in grande difficoltà a dire ai nostri clienti due ore prima del debutto, che era stato tutto annullato perché non era arrivato il permesso. Chi ha sbagliato si deve esporre nei confronti dei commercianti, dei residenti, dei turisti e dei ragazzi del circo che vivono di questo lavoro».
Il Circo Paniko, insieme al Centro Commerciale Naturale di Tirrenia che era l’organizzatore, venerdì ha atteso fino a sera che il permesso arrivasse e poi ha smontato e liberato l’area. Un’area privata, in pieno centro, raggiungibile a piedi e senza problemi di parcheggio. E con i camion del circo se ne sono andate anche dodici rappresentazioni di uno spettacolo inedito dedicato a Dante. È sì, perché se qualcuno si aspettava di trovare in questo circo degli animali, si sbagliava di grosso. Il Circo Paniko infatti, è un circo contemporaneo senza animali, creato da artisti non discendenti da famiglie del circo tradizionale, che nasce nel 2009 e fonde tecniche circensi, musica, teatro e danza acrobatica. Gli artisti venivano gratuitamente e senza costo di un biglietto ma con un’offerta consapevole. In tutte le tappe prima di Tirrenia, hanno fatto il tutto esaurito.
Ed è proprio intorno alla tipologia di circo e di spettacolo che ruota tutta la faccenda. Infatti, nella richiesta di autorizzazione, presentata il 5 luglio, è stato precisato che sia per le dimensioni e capienza della struttura, che per la tipologia di spettacolo, il Circo Paniko non rientra nella disciplina dello spettacolo viaggiante, bensì nelle manifestazioni di pubblico spettacolo all’interno di allestimenti temporanei.
Purtroppo, il Comune ha dato parere ostativo perché ha ritenuto lo spettacolo alla stregua di un circo tradizionale. Oltretutto, la risposta negativa è arrivata a ridosso del debutto.
«Siamo profondamente dispiaciuti – afferma Manuela Falcone titolare del bar Chicchera – per il mancato evento. Dodici giorni di spettacoli con una compagnia di altissimo livello come questa avrebbe portato una ventata di allegria e soldi in un paese morto. Non si capisce perché a Tirrenia non riusciamo a fare niente mentre a Marina e Calambrone sì».
Carlo di Pede, tirrenese e chef rinomato tanto che per tre anni consecutivi è giudice nel campionato mondiale di pizza, ha dichiarato che dopo questa vicenda, sta pensando di spostare altrove un evento di respiro nazionale a cui sta lavorando. «È una vergogna che il Comune non faccia niente per il litorale e non si capisce perché non abbia dato il permesso al circo – dicono Stefania e Mary residenti tirrensi –. Tutti i tirrenesi sono arrabbiati. Se pensano che due fiori in piazza sia il cambiamento, ne facciamo anche a meno» . —
Donatella Lascar
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