Sicurezza
Disoccupati, precari e 45enni: in 1.150 al concorso Geofor per il posto fisso
Ieri la selezione al Palacongressi: pochissimi giovani e donne tanti gli uomini di mezza età a caccia di un “lavoro sicuro”
Maglietta e calzoncini corti, qualcuno azzarda un pantalone lungo, ma l’abbigliamento della maggioranza è quello tipico di un sabato da spiaggia. E poco importa se sono davanti al Palacongressi di Pisa per un concorso che può valere il lavoro e il riscatto di una vita. Perché, in tempi di crisi, anche entrare nelle graduatorie della Geofor può diventare tale ed è vissuto come un’occasione da non perdere.
Ieri ci hanno provato in 1.150. Pochi i giovani e le donne. Alcuni sono dei “nuovo italiani” con origini in Africane o nell’est Europa. La maggior parte è però italiano e di Pisa e provincia con un’età media di 45 anni, forse anche qualcosa di più. Tanti sono già colleghi di lavoro o lo sono stati in passato. Tutti sono a caccia di certezze lavorative che le attuali aziende non garantiscono, oppure cercano di ritrovare quel “posto sicuro” cancellato dalla crisi. E pazienza se il concorso serve solo per entrare in una graduatoria: «È sempre così: si lancia la monetina e si spera che cada nel verso giusto. Siamo qui per avere un’opportunità in più», raccontano candidati e candidate mentre attendono l’inizio della prova.
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Molti lavorano già nel settore: «La mattina alla protesta davanti al Comune come dipendente Avr (vedi articolo sotto), il pomeriggio al concorso Geofor: la vita è così», racconta Maurizio Bracaloni. «Lo faccio per non avere rimpianti, ma non ho molte attese», aggiunge il collega Marco Bartoli che spiega: «Ho fatto tanti altri concorsi, ma spesso ci sono domande assurde. Soprattutto quelle di cultura generale. Non si può però non provare il concorso per lavorare in un’azienda più grande». Anche Angelo Bisiullo ha già un lavoro. Anzi, per un pomeriggio non ha lavorato alla Marina per partecipare al concorso. «Una cosa è andare in pensione da stagionale, un’altra da dipendente della Geofor – spiega –. Ma se non mi prendono non è un dramma, ci sono persone più giovani».
Chi un lavoro «vero» lo aveva e ora vuole riprenderselo sono i dipendenti di Mercatone Uno come Sergio Botticchio e Sandro Orsini. «Siamo disoccupati da 4 anni – raccontano –. Abbiamo presentato tante domande, ma abbiamo fatto solo lavoretti. Ora siamo qui per cercare di tornare alla normalità ma, visti i numeri, più che un concorso sembra di tentare un terno al lotto».
«Il mio obiettivo è cercare di essere assunto da una ditta grande che assicura più certezze e solidità», conclude Oreste Spagnoli. Tra i tanti è uno dei volti più giovani, ma come tutti sa che questa è un’opportunità importante per i lavoratori di mezza età. Del resto se i 40 anni sono i nuovi 20, i 50 equivalgono ai 30: “I’m not old, i’m classic”, si legge sulla maglietta di un candidato. Tradotto significa “non sono vecchio, sono classico”. Un altro segno dei tempi.
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