Il Tirreno

Pisa

Ids, l’ad pronto a lasciare dopo la cessione ad Enav

Giuseppe Boi

Ribaltone ai vertici dell’azienda dopo la vendita dell’aeronavigazione per 41 milioni Manca l’ufficialità ma al posto di Massimo Garbini dovrebbe arrivare un canadese

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Pisa. Closing della cessione del ramo aeronavigazione ad Enav e dimissioni dell’amministratore delegato Massimo Garbini. Giovedì 18 luglio doveva essere il giorno del giudizio per l’Ids-Ingegneria dei sistemi. E quanto temuto dai circa 200 lavoratori dell’azienda di Montacchiello sembra avverarsi. Manca solo l’ufficialità, o meno mezza ufficialità. Perché se è certa, con tanto di firme sui contratti, la vendita del settore aeronavigazione, manca invece la conferma dell’addio dell’amministratore delegato. Ma fonti qualificate lo danno per certo tanto da indicare in un manager canadese il suo sostituto.

Insomma, la fase di incertezza per il futuro aziendale temuta dai lavoratori e denunciata dai sindacati si profila in maniera sempre più netta. Certo Ids ha ora in cassa 41 milioni di euro, vale a dire quanto pagato dall’Enav per l’aeronavigazione, ma non saranno investiti nel rilancio industriale. O almeno così emergeva da quanto Garbini, ora pronto a lasciare l’azienda, aveva comunicato a fine maggio ai sindacati in occasione del preliminare di vendita del ramo d’azienda alla società per azioni che opera come fornitore in esclusiva di servizi alla navigazione aerea civile nello spazio aereo italiano.

Secondo quanto comunicato ai sindacati, i 41 milioni di euro saranno tutti utilizzati per mettere la parola fine sui debiti passati: 7,5 milioni per la liquidazione della Simest (socio pubblico controllato da cassa depositi e prestiti); altri 4 milioni a saldo di un finanziamento ricevuti da un altro socio di minoranza; 12 milioni ai fornitori; 5,5 milioni allo Stato per l’Irpef trattenuta ai dipendenti ma mai versata; 12 milioni in parte utilizzati per rientrare con le banche tenendo ancora aperte le linee di credito.

Debiti quasi azzerati dunque, ma nessun investimento sul prodotto e un’azienda privata di un ramo che valeva il 50% del fatturato. «Senza l’aeronavigazione Ids è una scatola vuota», è la denuncia lanciata da tempo dai sindacati. Non a caso la Rsu aziendale ha chiesto a lungo all’azienda e al quasi ex amministratore delegato la presentazione del piano industriale. Un documento mai presentato proprio perché da approntare dopo la cessione ad Enav.

A scriverlo sarà dunque il manager canadese indicato come possibile erede di Garbini. Sarà lui a dover chiarire i dubbi sul futuro della Ids ai 200 lavoratori rimasti. Circa una quaranta dipendenti hanno infatti lasciato l’azienda dall’inizio dell’anno. E non usufruendo dei pensionamenti con quota cento, ma in larga parte licenziadosi e andare a lavorare altrove pur rinunciando a parte del stipendio garantito dall’alta specializzazione delle maestranze di Montacchiello. E tra chi lascia, salvo clamorosi e ulteriori ribaltoni, ci sarà a breve anche l’ad Massimo Garbini, peraltro ex dipendente di Enav prima di lavora all’Ids.

E per i dipendenti dell’azienda di Montacchiello continua un estate di passione e timori per il futuro. —

Giuseppe Boi

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