Italia
Da medico a barelliere, la pensione del dottor Perrone
Ciro Antonio Perrone, 70 anni e 40 di professione, da lunedì non esercita più in ambulatorio Ma il “medico degli anziani” sarà volontario alla Misericordia
Vecchiano. C’è chi scalpita per andare in pensione e c’è chi a riposo non ci vuole proprio andare. «Non l’ho presa bene», ammette Ciro Antonio Perrone, storico medico tra Vecchiano e San Giuliano Terme che lo scorso lunedì ha smesso di esercitare la professione per raggiunti limiti d’età. In quaranta anni di carriera si è guadagnato la fama di “medico degli anziani”. Ora per lo Stato è anche lui un anziano, ma il dottore non ha intenzione di trascorrere le sue giornate a oziare in casa: «Non posso fare più il medico, ma farò il volontario nelle ambulanze della Misericordia di Vecchiano».
Perrone, casse ‘49, è nato a Formia ed è proprio in provincia di Latina che, dopo la laurea a Roma nel ‘78, ha cominciato a esercitare la professione. Per la precisione facendo le guardie mediche nell’isola di Ventotene. Poi il trasferimento «per amore» in Toscana: «Un mio parente era ufficiale della guardia di finanza a Lucca – racconta –. Sono venuto qui, ho conosciuto mia moglie (Marzia Mazzanti, ex assessore comunale a Vecchiano) e sono diventato medico di base nel Lungomonte pisano».
Una professione che ha portato Perrone ad essere uno dei dottori più amati. «Ho conosciuto gioie e dolori delle persone – racconta –. Come medico devi sempre tenere un atteggiamento distaccato e professionale. Ma eventi belli come una nascita non possono non emozionarti. Così come eventi tragici, soprattutto quando la morte colpisce un giovane, non possono non sconvolgerti».
Un’umanità che Perrone ha dimostrato soprattutto con gli anziani. «Ho sempre pensato che l’anziano non possa andare in ambulatorio, ma che sia il medico che deve andare da lui – spiega –. Per questo nel pomeriggio andavo nei paesi e nelle frazioni per andare a trovare chi è più in là con l’età. Un giorno a Filettole, un altro a Migliarino e via andando: ormai i miei assistiti erano abituati alle mie visite».
Un’attività che non tutti i medici fanno, ma che per altro è retribuita dal servizio sanitario. Perrone, però, sottolinea di non averlo mai fatto per denaro: «Purtroppo gli anziani hanno spesso bisogno di visite domiciliari. Così, quando qualcuno mi chiamava, coglievo l’occasione per andare a trovare anche gli altri presenti in zona».
Tra un sorriso, un caffè, un consiglio medico e un grazie Perrone si è fatto amare dai suoi pazienti, che ora lo ringraziano. In tanti hanno scritto al Tirreno per salutarlo e esprimergli riconoscenza. E lui non ha intenzione comunque di smettere con i suoi “giri”. «Non posso più lavorare come medico, ma farò il barelliere – conferma Perrone –. Sarò un volontario della Misericordia di Vecchiano e continuerò ad aiutare le persone, in modo differente ma con lo stesso impegno di sempre». Insomma, non è più medico ma non smetterà di aiutare il prossimo.—
Giuseppe Boi
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
