Gioco
La comunicazione, il consenso e la fede Così Camilleri a Pisa incantò gli studenti
Lo scrittore, nel 2005, ricevette la laurea honoris causa E in quell’occasione parlò di media e fabbriche del credere
pisa. Il 26 maggio del 2005 Andrea Camilleri, scrittore, drammaturgo e regista siciliano aveva ricevuto dall’Università di Pisa la laurea specialistica honoris causa in “Sistemi e progetti di comunicazione”.
L’amatissimo scrittore di cui l’Italia e il mondo piangono ora la morte aveva ricevuto nella città della Torre una dei massimi riconoscimenti. Il motivo? Sapeva fare bene il proprio mestiere: quello del comunicatore. Di più: del narratore. Lo aveva spiegato bene il professor Alfonso Maurizio Iacono, allora preside della Facoltà di lettere e Filosofia dell’Università di Pisa: «In queste strane vicende del rapporto tra scrittura e mass media, Camilleri è narrazione. È sapienza costruttiva della narrazione, gusto della narrazione, amore per la narrazione». Fu proprio Iacono a proporre la laurea honoris causa e nell’occasione a tenere la Laudatio per Camilleri il quale incantò il pubblico con la Lectio Magistralis dal titolo “Le fabbriche del credere”. Parlò di media, di televisione in particolare, del cosa e del come si comunica. E ragionando comunicazione e informazione portò l’esempio della guerra in Iraq il cui presupposto, le armi di distruzione di massa mai trovate, «non era mai esistito» affermò in quella occasione: «era un falso spudorato, una tragica guerra di Pinocchio». Come sia stato possibile dichiarare guerra su una menzogna? «Si può azzardare un’ipotesi – disse Camilleri –. E cioè che questo è possibile perché i mezzi di comunicazione di massa, da fabbriche di consenso, si sono tramutati, riuscendoci, in convertitori di fede, in fabbriche del credere. Hanno saputo trasformare una guerra evitabile in una lotta suprema tra il Bene e il Male, tutti e due con le iniziali maiuscole».
Il conferimento della laurea honoris causa non è stata l’unica occasione di incontro tra Camilleri e la città di Pisa che lo ha ospitato anche per altre iniziative, in ateneo e non solo.
Già nel 2004, con un incontro tenutosi il 19 novembre nell’Aula Magna della Sapienza e organizzato dalla facoltà di Lettere e Filosofia, era venuto a presentare la sua ultima opera edita da Mondadori, i “Romanzi storici e civili” . Il 6 giugno 2009 Camilleri era poi tornato a Pisa protagonista di un grande evento del Giugno pisano, organizzato per le celebrazioni dell’Anno galileiano da Unversità di Pisa, Comune di Pisa e Fondazione Teatro di Pisa: Camilleri aveva condotto una “Intervista impossibile a Galileo Galilei” interpretato dall’attore Roberto Scarpa. La serata era stata aperta da un “Elogio del Cannocchiale” tenuto dal professor Iacono. — V.L.
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