Il Tirreno

Pisa

Cisanello, la sfida contro l’obesità passa dalla prima stanza metabolica

Carlo Venturini

La camera è stata inaugurata ieri ed è l’unica in Toscana Pazienti in isolamento 24 ore per studiare il metabolismo

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Pisa. Chiusi per 24 ore in una stanza di 10 metri quadrati, isolata termicamente, a tenuta d’aria, con sensori di movimento e termici e con i pasti ipercontrollati che vengono passati attraverso una finestrella. Sembra il set cinematografico di un thriller claustrofobico, invece è l’ultima arma, la più tecnologicamente avanzata, contro l’obesità ed altre malattie metaboliche e lipodistrofiche. La camera metabolica costruita all’interno di Cisanello è l’unica in Toscana, e permetterà (non è ancora in funzione in attesa del collaudo) di misurare il fabbisogno energetico giornaliero di un paziente per poter determinare il profilo metabolico e quantificare la predisposizione a guadagnare o a perdere peso. Questo strumento consentirà anche di perfezionare le diagnosi di disordini metabolici quali lipodistrofie e disturbi della tiroide come l’ipotiroidismo e l’ipertiroidismo, di studiare la risposta metabolica a terapie farmacologiche per la cura dell’obesità.

All’interno della camera, ci sono radar di movimento, analizzatori di gas, filtri particolari per l’aerazione, essiccatori, pompe d’aria e schede di acquisizione dei dati e visto che il paziente dovrà rimanerci 24 ore, ci sono un bel letto, la televisione, la scrivania. Tutto arredato con semplicità o meglio, tutto sembra normale ma non lo è. Ad esempio il lavandino è sigillato onde impedire lo scambio o il riflusso di aria-acqua e lo sono anche le prese elettriche.

Prima di entrare nella stanza, il paziente osserverà una dieta ad hoc per un paio di giorni a seconda della patologia da monitorare e sarà sottoposto ad esami del sangue e dell’urina. Il prelievo del sangue avverrà anch’esso attraverso un particolare “pass box”, una piccola apertura nella parete che limita lo scambio dell’aria con l’esterno.

La camera metabolica ha “una mente” ingegneristica e matematica visto che i dati raccolti vengono analizzati ad un algoritmo. Ma a monte, c’è quel nostro cervello, prima in fuga al National Institute of Diabetes and Digestive and Kidney Diseases di Phoenix e poi rientrato, che si chiama Paolo Piaggi, ingegnere biomedico, 34 anni, di La Spezia.

«È stato grazie a una lettera di referenza del professor Aldo Pinchera che a 27 anni, sono potuto andare negli Stati Uniti», dice Piaggi. A Phoneix c’è la camera metabolica più antica al mondo, costruita nel 1982. Da oltreoceano, Piaggi dava indicazioni allo staff pisano e ogni tre mesi tornava a Pisa. Ora il suo pendolarismo di eccellenza, è terminato grazie al programma “Rita Levi Montalcino” e al rettore Paolo Mancarella, al professor Alberto Landi di Ingegneria dell’Informazione e a Giuseppe Anastasi direttore di ingegneria dell’informazione.

«La camera metabolica è uno strumento importante per comprendere le cause dell’obesità e per studiare l’efficacia delle terapie – prosegue Ferruccio Santini, direttore del Centro obesità e lipodistrofie dell’Aoup – e diventerà un ulteriore strumento a disposizione per il trattamento di malattie come quelle metaboliche, che hanno quadri clinici complessi».

«La collaborazione tra il nostro dipartimento e l’Aoup – conclude Anastasi – si inquadra nell’operazione, più generale, di mettere ricerca, tecnologie e competenze dell’Information Technology a disposizione di scienziati di aree applicative diverse, in modo da renderle strumenti al servizio della salute e della società».

L’assessore regionale alla salute Stefania Saccardi dice: «L’Aoup si conferma un centro dove non solo si prestano cure eccellenti ai pazienti ma si fa ricerca scientifica con standard qualitativi internazionali» . –

Carlo Venturini

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