Gioco
Danti disubbidisce ancora: «L’ordinanza anti-seduta l’hanno fatta a casa mia»
Il nuovo atto interessa via Corridoni (dove risiede l’assessore) Poi attacca: «Volterra viva culturalmente, non come Pisa ora»
Il lupo, diciamo così, perde il pelo, ma non il vizio. E così Dario Danti, neo-assessore alle culture del Comune di Volterra, si è nuovamente fatto fotografare seduto sui gradini. Stavolta però non sono quelli di piazza dei Cavalieri o di piazza Vittorio Emanuele II. Sono addirittura quelli della sua casa a Pisa.
Danti contesta quella che definisce una «ordinanza ad personam», visto che le nuove norme in materia di “Decoro e degrado urbano nella zona della stazione”, in vigore da domani e fino al 15 ottobre prossimo, prevedono anche via Corridoni, proprio dove abita il docente del liceo Dini, già assessore alla cultura di Palazzo Gambacorti.
«Nella precedente ordinanza non era prevista tutta la via, ma solo fino a via Colombo. Forse ora si è voluto fare una norma ad personam», ironizza l’assessore-disobbediente.
E così si unisce alle critiche e alle voci di opposizione all’attuale giunta leghista: «Vedo chiudere sempre più spazi alla condivisione, alla socialità e al dialogo, come avvenuto recentemente anche in piazza dei Cavalieri», dice in riferimento a quando avvenuto con la serie di concerti sfociati anche nel clamoroso blitz durante l’esibizione di Capossela.
Esattamente da un mese, Danti è stato nominato assessore con una serie di deleghe che sono: culture (volutamente al plurale), Volterra Internazionale e artigianato del Colle etrusco. Nel frattempo non si è risparmiato per quanto riguarda idee e progettualità. Ha dato subito gambe all’idea del sindaco Giacomo Santi di candidare Volterra a Capitale italiana della Cultura 2021, promuovendo una campagna di sensibilizzazione per favorire l’emissione dell’apposito bando da parte del ministero dei Beni Culturali. Il consiglio regionale ha votato la scorsa settimana una mozione in questo senso e le parlamentari dem Lucia Ciampi e Susanna Cenni hanno fatto un’interrogazione al ministro dei Beni cultiurali, Alberto Bonisoli.
Un’altra idea di lavoro lanciata da Danti è quella della valorizzazione del patrimonio archeologico volterrano, a partire dall’acropoli, per cui sono stati messi a disposizione dalla Cassa di Risparmio di Volterra 10mila euro ed è in cantiere un progetto complessivo di riqualificazione.
E ancora: allo studio c’è un grande lavoro sul sistema museale civico, che per l’assessore rappressenta «uno straordinario volano culturale ed economico della città, rappresentato dal museo etrusco “Guarnacci”, dalla Pinacoteca, da Palazzo dei Priori, dal Teatro Romano e dall’acropoli».
«Ho trovato una città con una vocazione internazionale - dice Danti -, basti pensare che molte opere del nostro museo etrusco sono protagoniste in queste settimane di una mostra a Seul al Museo Nazionale della Corea. Vogliamo continuare su questa linea, magari portando i nostri tesori in Cina e Giappone».
Come un altro tesoro della città delle balze è l’alabastro, vero e proprio “oro bianco di Volterra”. «Abbiamo iniziato un percorso con tutti gli alabastrai della città per promuovere percorsi di valorizzazione culturale e formativa - continua Danti -. Le radici e la memoria possono rappresentare anche il futuro di questa città».
A questo punto la domanda è scontata: non è che Danti si starà innamorando troppo di Volterra? «Qui ci sono delle potenzialità ed una voglia di fare straordinarie che a Pisa, in questo momento, stento a trovare». Il derby tra assessorati alla cultura è servito. —
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