Gioco
Una categoria spaccata tra accuse di agguati e voglia di azzerare tutto
Domani alle 15 al Palacongressi è in programma l’incontro degli avvocati invocato da almeno duecento legali per contestare l’elezione
PISA. La candidata Agnese Bertini che prende più voti (445) e poi viene messa da parte ignorando la prassi che voleva al vertice dell’Ordine chi aveva raccolto più consensi.
Un presidente Stefano Pulidori (260 voti) eletto con votazione segreta, pratica corretta ma ritenuta inusuale, considerata sempre la prassi di procedere per acclamazione.
Tre consiglieri (presidente, segretaria Valentina De Giorgi ed Enrico Fascione poi dimissionario) che dopo due mandati consecutivi non potevano ricandidarsi (lo dice anche la Corte Costituzionale, ma non è una disposizione retroattiva, ndr), ma formalmente possono restare al loro posto.
E, infine, le dimissioni a fine giugno di sei consiglieri su quindici contrari a sancire la spaccatura del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Pisa che non è che stia offrendo una grande immagine istituzionale. A lasciare l’organismo sono stati gli avvocati Giovanni Berti Mantellassi, Agnese Bertini, Edoardo Cerri, Luca Degl’Innocenti, Enrico Fascione e Alessandro Frangiamore. E non tutti i primi sei dei non eletti hanno accettato di subentrare in consiglio.
Domani alle 15, in seconda convocazione, al Palacongressi è in programma l’assemblea invocata da almeno duecento iscritti. Avvocati contro avvocati in un “processo” in cui non ci sarà un giudice da dover convincere su chi ha ragione. —
P.B.
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