Gioco
Dipendenti e soci di minoranza in fuga prima della cessione
Pisa. Il giorno del giudizio dovrebbe essere il 18 luglio. In quella data si dovrebbe chiudere la cessione del ramo aeronavigazione all’Enav. Un’operazione che dovrebbe portare nelle casse dell’Ids-Ingegneria dei sistemi di Montacchiello 41 milioni di euro, ma che apre una fase di ulteriore incertezza per il futuro dell’azienda. Almeno secondo quanto sostengono i lavoratori che chiedono, senza ottenere risposta, la presentazione del piano industriale.
«E non a caso dall’inizio dell’anno circa 40 colleghi hanno deciso di lasciare l’Ids – afferma la Rsu aziendale –. In pochi hanno usufruito dei pensionamenti con quota cento. La maggioranza si è licenziata e ha preferito andare a lavorare altrove pur rinunciando a parte del salario». Del resto, già lo scorso mese di aprile l’Ids ha versato ai dipendenti solo metà stipendio. «Ma la fuga è cominciata già molto prima», aggiungono i sindacalisti.
A creare dubbi sul futuro dell’azienda è la cessione all’Enav del ramo d’azienda che si occupa di air navigation, vale a dire lo sviluppo dei software per la gestione delle informazioni aeronautiche e il traffico aereo. «Temiamo sia l’inizio della fine vale il 50% del fatturato (nel 2018 pari a 42 milioni di euro, ndr)», sottolineano i rappresentanti sindacali nonostante le rassicurazione dell’amministratore delegato Massimo Garbini.
Ad aggiungere preoccupazione sono le voci che parlano di un disimpegno del socio privato Mer Mec spa e di quello pubblico Simest spa, entrambi con una quota del 10%. L’Ids a questo punto rimarrebbe di esclusiva proprietà della famiglia Bardelli. «Ma il reale problema è che la cessione del ramo aeronavigazione riesce a coprire al massimo i debiti pregressi – concludono i sindacalisti –. È per questo che chiediamo di conoscere il piano industriale dell’azienda». —
G.B.
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