Il Tirreno

Pisa

Sit-in musulmano sotto il Comune: «Il no alla moschea è islamofobia»

di Carlo Venturini
Sit-in musulmano sotto il Comune: «Il no alla moschea è islamofobia»

Attacco dell’imam Mohammad Khalil al sindaco Conti: «Vuole solo esaudire un punto del suo programma»

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«Pisa poteva essere un esempio virtuoso di libertà di culto, mentre ora è un esempio di islamofobia per colpa del sindaco Conti». Lo dice il rappresentante storico della comunità musulmana Mohammad Khalil durante la manifestazione tenutasi sotto le finestre del Comune (finestre da cui nessuno si è affacciato). E sempre Khalil aggiunge: «Propongo un incontro ai tifosi del Pisa, da sempre sensibili alle questioni sociali e culturali, visto che al posto della moschea dovrebbe nascere il parcheggio dello stadio che invece può essere fatto tranquillamente nel terreno accanto alla moschea». Per la prima volta la comunità islamica pisana, rappresentata da fedeli di 27 nazioni, taccia la giunta Conti di islamofobia. «Nel suo programma elettorale il sindaco ha messo la questione della moschea alla voce “sicurezza” e “controllo del territorio”; non ne ha mai fatto quindi una questione urbanistica o paesaggistica . Ciò si chiama islamofobia. Diamo un nome vero ai fatti». E poi ancora: «Tutte le religioni a Pisa hanno una sede degna per pregare e riunirsi. La comunità islamica no. Quindi è pura islamofobia. E siamo a Pisa da ben 25 anni, molti di noi sono italiani, sono nati qui a Pisa».

La previsione della moschea è stata bocciata dall’amministrazione per motivi urbanistici. Anche la Sovrintendenza in un primo momento aveva bocciato per motivi tecnici il progetto. Khalil però precisa: «La Sovrintendenza ci ha chiesto delle modifiche tecniche, poi si doveva pronunciare il 29 giugno, ma non ha potuto perché il Comune il 13 giugno aveva dato l’ennesimo diniego a costruire mettendosi in autotutela». Il rappresentante della comunità islamica ha incontrato il sindaco una sola volta, il 6 agosto dello scorso anno. «Dice che ci vuole incontrare ed invece non ci riceve. In realtà vuole esaudire un solo punto del suo programma elettorale e cioè il no alla moschea a Pisa», dicono dalla manifestazione a cui era presente, tra gli altri, Giuliano Pizzanelli, capogruppo del Pd in Comune.

«Non molleremo mai. Continueremo con altre iniziative. La moschea pisana è un caso internazionale. Ne parlano tutti i giornali arabi e persino russi. Potevamo essere un esempio di liberà di culto per il mondo intero, mentre lo siamo per l’islmofobia», conclude con amarezza Khalil. —


 

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