«La normalità del bene» A Cecilia Cella Biver il premio Pisa donna 2019
All’insegnante di origini friulane, fondatrice della onlus “Dinsi une man Pisa” e di “Torquato” il premio del consiglio pari opportunità
PISA. Friulana di nascita, pisana d’adozione. E da ieri insignita del premio più importante che la città riconosce al gentil sesso. Cecilia Cella Biver ha ricevuto ieri a Palazzo Gambacorti il premio “Pisa Donna” 2019, il riconoscimento assegnato dalla fine degli anni ‘80 da amministrazione e consiglio cittadino delle pari opportunità a una donna che si è distinta in ambito culturale, sportivo, sociale, artistico e professionale. «Cecilia insegna la normalità del bene e questa sua normalità, che arriva da un grande esempio di donna, abbiamo pensato dovesse essere premiata», ha spiegato Silvia Silvestri, presidente del consiglio cittadino pari opportunità durante la cerimonia di premiazione
La vincitrice del “Pisa Donna” 2019 è un’insegnante di origini friulane. Arrivata a Pisa, fin dagli anni ‘80 si è dedicata alla cura dei bambini disabili insieme al marito medico pediatra Pascal Biver. Nel 1995 ha fondato in città la onlus “Dinsi Une Man Pisa” (che in friulano significa diamoci una mano) con l’obiettivo di condividere esperienze con persone anche disabili, famiglie comprese svolgendo attività sociosanitaria. Negli anni 2000 fonda “Torquato”, laboratorio polifunzionale dove trovano accoglienza, oltre alle persone disabili per nascita, anche quelle che lo diventano durante a causa di incidenti, malattie. Ogni anno organizza uno spettacolo al teatro Verdi di Pisa, impegnando persone di ogni età, alunni e insegnati delle scuole cittadine, oltre ai volontari.
«Nel 1985 in questo atrio facemmo un esposizione di lavori realizzati da un laboratorio di persone disabili – ha ricordato Cecilia Cella Biver ritirando il premio –. Gli anni sono passati, il laboratorio è nato e cresciuto grazie a preziose collaboratrici che sono presenti qui stamani. Il premio ha per me un’importanza particolare, lo prendo non come Cecilia ma come rappresentante di chi collabora con me. È un riconoscimento per chi valorizza tutti coloro che hanno bisogno di attenzioni in più: che si tratti di disabilità, di povertà, di emarginazione».
Il vicesindaco, Raffaella Bonsangue, ha ricordato che il Comune «riconosce l’impegno coraggioso di Cecilia a favore degli altri tutti i giorni e per tutto il giorno, rifuggendo i riflettori e la ricerca di notorietà ma arricchendo il patrimonio etico e morale della comunità cittadina». —
G.B.
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