Gioco
Sogni, menzogne e tante illusioni nella vita della baby sitter mai amata dai “suoceri”
Per l’amante di Logli poi diventata compagna ora si pone il problema di restare nella casa di via Dini e di dormire ancora nel letto di Roberta
futuro incerto
E ora? Quale sarà la vita di Sara Calzolaio? Lavora nell’autoscuola “Futura”, un tempo gestita da Roberta Ragusa, il suo compagno Antonio Logli è entrato in carcere mercoledì con la prospettiva di restarci parecchi anni, di sicuro non tutti e 20 per i quali è stato condannato, ma neanche uscirà domani. E poi i “suoceri” Valdemaro e Giancarla, i genitori di Antonio, con cui i rapporti sono sempre stati freddi.
Agli amici hanno sempre confidato che l’origine dei guai del loro figlio maggiore hanno un nome: Sara. Ma quando la decisione è stata presa, hanno dovuto digerire la convivenza dell’amante con il figlio. Naturale l’intimità nel letto in cui Roberta la notte del 13 gennaio 2012 non ha mai dormito. «Ci siamo scambiati le posizioni, io dormo nel posto di Antonio e lui in quello di Roberta» ha raccontato a “Quarto Grado” la 36enne che ha ammesso di essere seguita da un medico.
Allontanata dalla famiglia di origine (tutti dei Testimoni di Geova) per la sua tresca con Logli, Sara è letteralmente sola. Diradate le amicizie, troncati i ponti con mamma e fratello (il padre morì di infarto al tempo della fase iniziale dell’inchiesta, ndr), il mondo di Sara era Antonio e i suoi figli, Alessia e Daniele. Due ragazzi cresciuti fin da da piccoli. La scomparsa della mamma e l’arrivo della baby sitter li ha messi nella condizione psicologica di aver sì una figura femminile in casa con cui rapportarsi. Ma in un equilibrio precario tra sentimenti e affetti. «Non voglio essere la loro mamma, sono la loro tata» ha ripetuto nell’ultima intervista in tv. Dire che Sara si è dedicata completamente Antonio non è un’iperbole.
Il suo è stato davvero un consegnarsi totalmente all’uomo, forse il primo e unico con cui ha avuto un legame forte, dal quale dipendeva in tutto e per tutto. Non solo per una convivenza avvenuta un po’ troppo in fretta rispetto alla scomparsa di Roberta, secondo l’accusa. C’è il lavoro nell’autoscuola, una casa. Alessia ha giurato al papà che lei e Daniele resteranno uniti a Sara e ai nonni. Glielo ha promesso prima della sentenza. Lo choc non è stato ancora metabolizzato. Il tempo saprà limare situazioni e dare forza per ulteriore decisioni. Antonio era il collante e il “garante” della tenuta familiare di un contesto che a pensarci qualche perplessità la suscita. Non è questione morale. I figli accettano la presenza della donna per la quale, secondo la Cassazione, il loro papà ha ucciso la mamma. È il caso Ragusa. Sara ha investito tutta se stessa in Antonio. Infatuata e poi innamorata. Perdutamente. Sincera, ai limiti della tenerezza adolescenziale, quando dice che lui la ama e lo gli crede quando le giura che è innocente. Sembra aver rimosso le risposte che tre gradi di giudizio hanno dato sulla scomparsa di Roberta. «Sì, mi manca. Se dovesse tornare saremmo tutti felici, potremmo capire cosa sia successo e potrei ridarle le chiavi di casa sua» ha detto. Nessuna perplessità sulla sparizione di una donna che amava i figli alla follia. Nessun dubbio sul perché non si sia fatta più sentire. Obnubilata dall’amore per Antonio non si fa domande e non pensa alle possibili risposte. Erano soli nella loro personale isola dell’amore Logli e Calzolaio. Ora per Sara c’è un futuro incerto. Una solitudine in attesa, tra chissà quanti anni, di ritornare da Antonio. —
Pietro Barghigiani
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