Sicurezza
Davanti alla villa dei Logli è partito il via-vai di curiosi
In tanti si fermano in strada sporgendosi dall’automobile o fingendo di passeggiare E molti erano al carcere di Pisa sperando di vedere il suo arrivo
pisa. Spente le telecamere, è cominciata la processione dei curiosi. Ieri pomeriggio, una volta andate via le troupe televisive, nella strada davanti alla villa dove hanno vissuto Antonio Logli e Roberta Ragusa è partito l’anomalo via-vai anomalo. Diverse auto si fermavano, alcuni si sporgevano dal finestrino, altri fingevano di avvicinarsi all’autoscuola di famiglia, chiusa per ferie tutta la settimana, ma poi tentano di buttare un occhio dentro il giardino.
«È così da quando sono andate via le tv», conferma una vicina che mostra tutto il suo fastidio. E la stessa sensazione sembrano provare gli abitanti di Gello, dopo l’assalto subìto la mattina. «Sono venuti tutti qui», racconta il titolare del quasi deserto Caffè Mingo. I pochi avventori, però, fanno a gara per leggere la copia de Il Tirreno nel locale. L’attenzione dei media nazionali ha infastidito, ma non ha tolto la curiosità. E basta un nulla per far cominciare il dibattito: «In questo caso non si tratta di essere o meno colpevolisti: la logica dice tutto. E i giudici hanno deciso in base a questo», sbotta un anziano prima di mettersi a giocare a carte con un amico che si trincera nel silenzio.
La sensazione, passeggiando per la frazione e per San Giuliano, è che la maggioranza delle persone considerino Logli colpevole. «In tanti ieri notte sono andati davanti al carcere Don Bosco per vederlo prima di entrare in cella. E sono rimasti delusi», conferma un ragazzo che prende un caffè al bar Salsedo, nel centro del comune termale.
«Pensavo che non lo condannassero: spesso la giustizia non funziona», aggiunge un altro giovane. Ma non tutti sono dello stesso parere. Chi ha conosciuto Logli o ha rapporti con la sua famiglia preferisce quanto meno non esporsi. «Se è stato condannato, i giudici avranno avuto le loro ragioni – commenta una signora –, ma preferisco non aggiungere altro».
C’è infine chi ricorda la vittima di questa vicenda. «Lui è sempre stato un tipo un po’ così, ma Roberta era una brava donna. È intelligente e si è dimostrato furbo: ha nascosto bene il cadavere», è la certezza di un’anziana che, china su Il Tirreno, legge riga dopo riga l’atto finale della vicenda che in questi anni ha catalizzato tutta l’attenzione dei sangiulianesi. —
G.B.
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