Toscana
Comunità islamica in piazza per chiedere libertà di culto
Presidio e preghiera sotto le finestre del sindaco di Pisa «Contro la moschea atti di dubbia legittimità»
pisa. L’appuntamento è per sabato, alle 18. 30 sotto il Comune, in piazza XX Settembre. La comunità musulmana si mobilita con azioni aperte a tutta la cittadinanza per ribadire il diritto alla libertà di culto e quindi ai luoghi di preghiera come la moschea, bocciata più e più volte da vari soggetti istituzionali. E sarà quindi in piazza, sotto Palazzo Gambacorti, per manifestare il proprio diritto ad avere spazi per la preghiera.
«L’invito è aperto, i diritti delle minoranze sono diritti di tutti – dicono dalla comunità musulmana che continua – Recentemente abbiamo dato conto delle molte ombre che costellano la lunga trafila burocratica culminata col diniego a costruire la moschea. Nutriamo forti perplessità sulla correttezza dell’iter a monte di questo ultimo atto amministrativo, atto la cui legittimità è quantomeno dubbia».
Da quando al governo della città è salita la giunta di centrodestra, il caso moschea è diventato un tema di forte scontro politico visto che il centrodestra e la Lega durante la campagna elettorale del sindaco Michele Conti, si sono schierati per un netto “no” alla moschea a prescindere dalla collocazione ed ubicazione in città. La comunità islamica fa sapere che è il dato politico quello che maggiormente dovrebbe scandalizzare: l’amministrazione di Pisa sta cercando in tutti i modi di impedire la costruzione della moschea a Porta a Lucca senza peraltro indicare alcuna soluzione alternativa. Così facendo l’amministrazione calpesta uno dei più elementari principi sanciti dalla nostra Costituzione: la libertà di culto».
Intanto il comitato “Sì alla libertà di culto” nato proprio in relazione al dibattito sulla mosche fa sapere che «un mese fa in piazza Dante, c’è stata la cena di fine Ramadan». Un evento riuscito da tutti i punti vi sita: «Quasi 300 persone unite solo dal desiderio di conoscersi e volersi bene – spiega il Comitato – È un fatto sovversivo? Non parliamo di profughi, immigrati, clandestini (che in ogni caso sono persone)ma di cittadini che pagano le tasse, tanti già italiani i cui figli frequentano le scuole pisane e tra loro parlano italiano. È questo un fatto sovversivo? ». —
Carlo Venturini
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