Il Tirreno

Pisa

sequestri e querele 

Due rivenditori d’auto accusati di ricettazione

Pietro Barghigiani
Il tribunale di Pisa
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Il tribunale di Pisa

Hanno acquistato una cinquantina di macchine da una società di noleggio spagnola che non le avrebbe pagate alla Fca

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PISA. «Scusi, dobbiamo sequestrarle l’auto. C’è una denuncia di furto e appropriazione indebita». Lo stupore del proprietario privato del mezzo è diventata un’inchiesta penale in cui a fare le spese del contenzioso tra casa madre e società di autonoleggio non sono stati solo gli automobilisti. Alla fine anche due rivenditori di Ospedaletto di Pisa si sono ritrovati indagati per ricettazione. Ieri il passaggio davanti al gip Giulio Cesare Cipolletta con il pm Miriam Pamela Romano che ha chiesto l’archiviazione a cui si è opposta la parte offesa, le società Fca Spagna e Fca Portogallo. I due imprenditori sono assistiti dall’avvocato Max Giordano Marescalchi.

È un ginepraio internazionale che tocca Pisa, ma che si è propagato in tutta Europa con almeno tremila macchine al centro di un contenzioso da milioni di euro. I due rivenditori di Ospedaletto hanno venduto una cinquantina di mezzi agli ignari automobilisti che poi hanno ricevuto una lettera della Fca di Spagna e Portogallo: «La avvisiamo che sta viaggiando su un’auto di nostra proprietà e che è stata presentata una denuncia per furto e ricettazione». Sulla base della denuncia, senza ulteriori riscontri documentali, sono iniziati i sequestri non convalidati dai magistrati. A Pisa ce ne sono stati diversi.

Il cerino in mano è rimasto ai due imprenditori pisani che nel tempo hanno comprato dalla società di autonoleggio spagnola Autoclick decine di macchine.

Fattura regolare, documenti originali e reimmatricolazione. L’auto era pronta per essere messa sul mercato. Così è stato. Quando i clienti si sono presentati negli autosaloni con la lettera con cui venivano informati di aver comprato un’auto dalle origini illegali, i due rivenditori si sono rivolti all’avvocato Marescalchi per presentare un esposto. Loro avevano fatto tutto in regola per l’acquisto in blocco delle macchine a noleggio di breve termine. Solo che per un contenzioso tra Fca di Spagna e Portogallo e Autoclick il passaggio di proprietà di quei veicoli non era stato proprio cristallino. Di qui l’azione legale della casa madre contro il noleggiatore che, a sua volta, aveva venduto le auto in tutta Europa, almeno tremila. «L’accusa di ricettazione non regge – spiega l’avvocato Marescalchi –. I rivenditori non possono essere ritenuti responsabili di un reato del genere. E i sequestri non possono essere fatti solo sulla base di una denuncia generica non supportata da alcun documento».

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