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Pisa

Conti: «Squadristi, piazza blindata» Gli organizzatori: «Denunceremo»

Carlo Venturini altro servizio a pag. 6
Conti: «Squadristi, piazza blindata» Gli organizzatori: «Denunceremo»

Acquisite le immagini del blitz dei collettivi studenteschi Il sindaco: «Di eventi gratis ne abbiamo fatti e ne faremo»

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pisa. «Volete la musica gratis? A voi squadristi, violenti e prepotenti rispondo blindando la piazza».

Lo dice il sindaco Michele Conti all’indomani della forzata interruzione del concerto di Vinicio Capossela tenutosi in Piazza dei Cavalieri che ha visto un blitz “annunciato” da parte dei militanti del collettivo autonomo Exploit-Pisa che volevano di fatto “scroccare” il concerto, riuscendoci. «Analizzeremo i video, li consegneremo alla questura e denuncerò uno ad uno gli autori di questo atto barbarico» dice Patrizia Paoleltti Tangeroni presidente del Teatro Verdi che ha collaborato alla realizzazione del concerto. Le fa eco, Pierpaolo Tognocchi organizzatore dell’evento, dicendo: «Chiederò i danni materiali e di immagine ad ogni violento che riusciremo ad identificare. Persone visibilmente ubriache che sono entrate nella piazza con bottiglie di birra e che noi alla fine abbiamo dovuto raccogliere dopo che sono andate in mille pezzi».

Gli attivisti volevano vedere gratis il concerto che 1200 persone hanno pagato sborsando cifre dai 36 ai 48 euro, un concerto che non si sono goduti. «Il concerto, Capossela lo ha cucito su misura per Pisa. Era un evento complesso ed unico. Il musicista ha voluto all’ultimo minuto un’intera banda di ottoni» spiega Tognocchi giustificando il costo “troppo alto” rinfacciatogli dai contestatori. Capossela ha titolato l’evento, in onore degli affreschi del Camposanto, “Trionfo della morte” e lui era qui alla Normale un mese fa per una conferenza sul bestiario e la peste nel Medioevo. Il concerto quindi era unico e carico di significati svaniti col blitz.

«Non capisco cosa vogliano questi sedicenti studenti – dice Conti – perché non si costruiscono una bella macchina del tempo e tornano al ‘68? Ci farebbero un grosso favore. Di eventi gratis, Pisa ne ha fatti e ne sta facendo. Pensate al giugno pisano, a Marenia ed alla stessa programmazione di questa estate».

Andrea Paganelli, direttore amministrativo del Teatro Verdi aggiunge: «In decenni di attività professionale nel mondo dello spettacolo non ho mai visto un comportamento tanto violento quanto smodato, senza senso alcuno se non quello della via alcolica del socialismo» .

«Gli autori del blitz contestano che la piazza è pubblica e deve rimanere tale – dice Conti – Ricordo a quel gruppetto di facinorosi che Pisa ha molte piazze, sempre fruibili. Non credo sia un grave problema se una di queste per sei-sette sere all’anno è appannaggio di un pubblico pagante». Un concerto ha dei costi e molti lavoratori coinvolti, non solo gli artisti o i produttori.

In totale ieri l’organizzazione ha dispiegato 80 persone tra steward (almeno 40) e tecnici. «Per inciso, nella stessa serata a Pistoia suonava Noel Gallagher più o meno agli stessi prezzi del concerto di Pisa – riprende il primo cittadino – e la sera precedente a Lucca Elton John aveva biglietti molto più alti. Tutti erano nella piazze centrali delle città. Dunque a detta, di una sparuta minoranza, solo a Pisa certi eventi non possono svolgersi, visto che nessuna protesta c’è stata nelle altre città». Sempre Conti ricorda che nel 1991 andò al concerto di Venditti a Pisa pagando 30 mila lire. «Sapete a quanti concerti non sono potuto andare perché troppo cari? Ma mica sfondavo le transenne travolgendo chiunque fosse lì...».

Paoletti rimarca: «Sono solo dei criminali e come tali vanno trattati. Hanno compiuto un atto di violenza e dove c’è violenza non ci può essere cultura».

«La prepotenza di ieri (lunedì, ndr), è inaccettabile, soprattutto perché prevaricante nei confronti di chi aveva pagato un biglietto per ascoltare della buona musica - conclude Conti - . Bene ha fatto dunque il pubblico a contestare il goffo tentativo di interruzione; spacconate del genere forse in passato erano tollerate in questa città, oggi non più. Le piazze non sono di chi le occupa con la violenza e l’arroganza ma sono di tutti».

Resta il fatto che l’assalto, “anticipato” dai collettivi studenteschi sui propri profili social, è avvenuto senza che nessuno potesse arginarlo. Chi ha voluto “sfondare” per protesta insomma lo ha annunciato e non ha trovato grandi ostacoli. Un tema, questo, sul quale riflettere per il futuro.

Carlo Venturini

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