Sicurezza
«A Pisa paghiamo tutto, dateci qualcosa gratis»
L’invasione della piazza annunciata ore prima sui social dal gruppo Exploit E a riportare la calma ci pensa Capossela: «Sono tornati gli anni Settanta»
pisa. Avevano annunciato sulla loro pagina social che si sarebbero ripresi la piazza dei Cavalieri. E in 150 attivisti del collettivo Exploit si sono presentati alle transenne del concerto di Vinicio Capossela travolgendole nello sbigottimento ed incredulità di steward e carabinieri.
«Qualcuno ci deve dare qualcosa gratis perché noi paghiamo l’affitto, la mensa e le tasse universitarie» . Lo dice al Tirreno, Camillo, 24 anni studente di Filosofia dopo che è sceso dal palco dove Capossella è stato costretto ad interrompere il suo concerto. Nessuno ha impedito l’irruzione degli studenti per evitare un corpo a corpo inutile e pericoloso ed i cinque carabinieri non hanno potuto fare altro che far “accomodare” gli studenti nella piazza. Stessa cosa ha fatto il servizio di steward (al quale non spetta garantire l’ordine pubblico). Stando all’organizzazione c’erano quaranta addetti alla sicurezza più cinque carabinieri in pensione con licenza di steward. A dare per prima l’allarme, è stata una vigilessa: prima che cadessero le pesanti ed alte transenne è scappata dentro la piazza chiamando alla radio i colleghi.
E chi ci doveva mettere una pezza? Capossela che, con la sua voce affabulatrice e con gesti teatrali alla Gasman, ha gestito l’intero blitz consentendo a tre studenti di salire sul palco, dicendo loro: «Si apra il dibattito. Gli anni Settanta son tornati». Chi vi deve dare qualcosa gratis? Camillo risponde a Il Tirreno: «Il Comune, il rettorato, l’azienda per il diritto allo studio. Noi non abbiamo 50 euro da spendere per un concerto. Possiamo spendere al massimo 20 euro a week end e siccome paghiamo tutto in questa città, vogliamo qualcosa gratis».
«Piazza dei Cavalieri è nostra. Qui si può passare una nottata spendendo il giusto» continua Camillo. Il “giusto”, probabilmente, è quell’euro speso per una bottiglia di birra da 66 cc portata in bici e venduta in modo del tutto illegale da asiatici. Una parte della così detta “malamovida” insomma, contro cui Pisa si batte da anni.
«Noi passiamo dalla piazza tutti i giorni e tutte le sere. Lì c’è la mensa. E quindi è più nostra che di altri e non la si può transennare e ridurla ad un fantoccio simil concertini lucchesi» dicono da Exploit. Il blitz di Exploit in realtà, è stato sottovalutato visto che la loro pagina Facebook scriveva a proposito della chiusura di piazza dei Cavalieri: «Come in altre giornate dedicate a questo festival, la piazza più vissuta della città, quella in cui tutti ci ritroviamo ogni weekend per trascorre il nostro tempo libero senza spendere un occhio della testa, sarà aperta solo a chi può permettersi di pagare. Ma la nostra voglia di stare insieme è troppa. Costruiamo piazze che siano nostre» . E ci va di mezzo anche l’assessore Andrea Buscemi e la Confcommercio. «La mente di questa chiusura della piazza è quella di Buscemi – dicono da Exploit – grande imprenditore dell’industria culturale pisana, diventato cavaliere dell’antimovida».
E stasera sempre per la rassegna “Numeri Primi Pisa Festival” , c’è Edoardo Bennato, i prezzi sono inferiori, si parte da 26 euro. Tanti o pochi? —
C.V.
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