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caso ragusa 

Sara con Antonio fino all’ultimo «Sicura della sua innocenza»

Sara con Antonio fino all’ultimo «Sicura della sua innocenza»

L’amante di Logli ammette la colpa «di essersi innamorata di un uomo sposato» E su Roberta: «Le chiedo scusa, ma il suo matrimonio era finito. Non so dove sia»

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pisa. «Antonio è innocente: me l’ha detto con lo stesso sguardo con cui dice che mi ama». E ancora: «Chiedo scusa a Roberta per essermi innamorata di un uomo sposato: piango per lei e mi chiedo dove sia».

Intervistata da Gianluigi Nuzzi, conduttore di Quarto Grado su Retequattro, per la prima volta Sara Calzolaio, affronta a viso aperto la storia di cui è una protagoniste, anche se con un ruolo laterale. Da segretaria ad amante di Antonio Logli, condannato a 20 anni per l’omicidio della moglie Roberta Ragusa.

Per te Antonio è innocente?

«Sì, l’ho guardato negli occhi e gliel’ho chiesto. Mi ha convinto perché mi ha risposto con la stessa sincerità e con lo stesso sguardo con il quale dice che mi ama».

Lo difendi perché sei innamorata o perché hai paura di restare sola?

«No, gli credo. So come è fatto e so che non avrebbe mai potuto fare una cosa de genere. Lui è una persona pacata, cerca sempre di calmare le acque e mai il litigio».

Cosa pensi di Roberta? Che donna era?

«È una madre molto chioccia, apprensiva all’ennesima potenza. Doveva fare tutto lei e doveva servire i suoi figli».

Quando ti ha richiamato quella notte per quell’ultima telefonata di pochi secondi non ti ha stupito? Non è che magari Roberta vi aveva scoperto?

«No. Era sua abitudine farlo, mi richiamava sempre per la buonanotte. Roberta non ha sentito niente».

Per come la conoscevi tu se quella sera Roberta avesse origliato la telefonata e scoperto la tua relazione con Antonio come avrebbe reagito? Avrebbe potuto commettere un gesto disperato?

«Avrebbe cercato un confronto, con il carattere che ha, ma non credo che avrebbe commesso un gesto sconsiderato. Conoscendola non ci credo: ha un carattere forte, bello tosto».

Tu hai visto l’ultima volta Roberta il giorno prima della scomparsa. Ti aveva detto qualcosa di particolare?

«Sì, mi ha detto: “Tutto può ancora succedere”. In quel momento non avevo capito cosa volesse significare. Poi, nelle settimane successive, siamo venuti a scoprire che aveva confessato a una sua zia che sarebbe scappata e avrebbe lasciato i figli al marito. E abbiamo iniziato a sommare le cose, ma quella sera non riuscivo a capire la frase».

Sei innamorata di Antonio, ma se avessi scoperto che c’entrava qualcosa con la morte di Roberta l’avresti denunciato?

«Sì, assolutamente. Sono in quella casa da diversi anni e se solo avessi visto un dettaglio, se solo avessi avuto il minimo sospetto, l’avrei già denunciato»

Quindi se lui è colpevole dovrebbe restare in galera per tutta la vita?

«Ma per me è innocente: non ho trovato niente».

Roberta si fidava di te, ti senti in colpa?

«Sicuramente devo delle scuse a Roberta. La mia colpa è stata quella di essermi innamorata di un uomo sposato, anche se il loro matrimonio era già alla deriva da tanti anni. Lo tenevano insieme per i figli».

Non pensi che sia stato un errore trasferirti in quella casa?

«No, perché aiutare Daniele e Alessia mi ha permesso di andare avanti. Sono due ragazzi speciali e non sarei sopravvissuta senza di loro: stavo malissimo perché era morto mio papà e vederli impegnarsi per andare avanti ha dato la stessa forza anche a me. Mi hanno dato l’energia in un periodo buio. Mi sono chiusa nella mia bolla: per me esistevano solo Daniele, Alessia e Antonio. Il resto del mondo non esiste». —



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