Il Tirreno

Pisa

Uccisa col topicida nel giardino di casa, i proprietari: «Siamo devastati e impauriti»

Donatella Lascar
Uccisa col topicida nel giardino di casa, i proprietari: «Siamo devastati e impauriti»

Straziante fine di Perla, maremmano senza una zampa. I proprietari: «Gesto da vigliacchi». Altri casi in zona

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TIRRENIA. Perla, un pastore maremmano dolcissimo di sette anni, era stata fortunata ad incontrare l’amore dei suoi padroni, Chiara Ferretti e Carlo Di Pede, ma la sua fine è stata tragica quanto i suoi primi mesi di vita. . Perla, infatti, è morta tra atroci sofferenze avvelenata da un comune topicida trovato e mangiato all’interno del giardino della sua casa tirrenese dal quale non usciva mai. Il motivo era molto semplice, a Perla mancava la zampa posteriore destra che le era stata amputata poco dopo la sua nascita a causa del morso di un topo nella fattoria dov’era nata e questo le impediva di potersi muovere liberamente.

Perla però non è un caso isolato. Già un altro cane negli ultimi tempi è stato avvelenato in giardino nella stessa zona e per questo è scattato un movimento di solidarietà da parte di tutti, proprietari di cani e non, mettendosi allerta facendo maggiore attenzione a chi gira intorno ai giardini con fare sospetto. «La nostra Perla può aver ingerito il veleno solo nel nostro giardino – afferma Chiara Ferretti visibilmente provata dalla morte della sua canina –. Lei non usciva mai, si trascinava con le zampe davanti nel giardino. Era totalmente inoffensiva e per questo non ci diamo pace e non riusciamo a capire il perché di un gesto così cattivo. Sì, perché bisogna essere veramente cattivi per fare una cosa del genere. Avreste dovuto vedere in che modo è morta. Il pomeriggio del 3 luglio avevamo notato che non stava tanto bene così, invece di metterla fuori, l’abbiamo lasciata in casa dove abbiamo l’aria condizionata perché pensavamo soffrisse il caldo. Ma quando la sera siamo rientrati dal lavoro l’abbiamo trovata in mare di sangue. Le era venuta un emorragia interna».

È scattata così la corsa dal veterinario che ha capito all’istante che si trattava di avvelenamento da dicumarolo in quantità massiccia, il classico veleno da topi, e gli ha immediatamente somministrato la vitamina K che è l’antidoto contro il topicida e poi tutte le altre cure del caso nella speranza che il cane si riprendesse. Ma non è stato così, il giorno dopo la situazione è precipitata.

Perla ha cominciato a vomitare, l’emorragia non si è arrestata e ormai anche il fegato era stato compromesso. La sera stessa, su suggerimento del veterinario, Chiara e Carlo, hanno fatto sopprimere Perla. «Abbiamo ispezionato il giardino e non abbiamo trovato niente – racconta Chiara -, ma siamo ugualmente preoccupati perché abbiamo altri due cani che teniamo in giardino e siccome il tempo d’incubazione di questo veleno è piuttosto lungo, temiamo che possa succedere qualcosa anche a loro. Noi siamo devastati e impauriti per gli altri due cani. Praticamente è come se ci fossero entrati in casa. Hanno violato la nostra famiglia. Nessuno si può permettere di fare una cosa del genere soprattutto verso un animale indifeso e buono com’era Perla. Chiunque abbia fatto questo è un gran vigliacco. Intanto farò denuncia ai carabinieri e spero che si possa venire a capo della cosa». Chiara e Carlo avevano preso Perla al canile all’età di quattro mesi, dov’era stata portata dopo essere stata sottratta al pastore che tenendola nell’ovile l’aveva esposta al morso del topo che le era costato la gamba. 
 

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