Attenzione
La mancanza di confronto una sconfitta per la città
Tra la fine degli anni Novanta e i primi anni Duemila a Torre del Lago, capitale europea del turismo omosessuale, “esplose” il caso Marina gay. Il litorale trasformato nella località più gay friendly d’Italia. Ma il fenomeno, che riempiva le tasche a chi investiva, faceva infuriare chi il turismo omosessuale nella frazione pucciniana non lo voleva. Furono anni di grande tensione. Nell’agosto del 1999 sul lago di Puccini durante la prima edizione del Friendly Versilia Mardi Gras si sfiorò il dramma: insulti, aggressioni, danneggiamenti. Gli strascichi giudiziari e politici di quell’episodio hanno caratterizzato il dibattito dei dieci anni successivi. Ma è proprio questo il punto. Nonostante tutto ci fu un dibattito. Spesso con posizioni estreme e toni ben al di sopra delle righe. Ma ci si confrontò. E in contesti ufficiali, pubblici: il consiglio di circoscrizione, le assemblee cittadine, le piazze.
Venti anni dopo quel 1999 sul lago di Puccini, al Toscana Pride di Pisa, sono due le cose che colpiscono. Un passo avanti: la partecipazione straordinaria che dimostra come la battaglia per i diritti della comunità Lgbt è divenuta, sempre più, una battaglia di tutti. Un passo indietro: il dibattito politico intorno ai diritti è - per certi versi addirittura più che in passato - polarizzato e fuori contesto. La posizione critica manifestata dal Comune di Pisa con il no al patrocinio al Pride toscano ha prodotto qualche post sui social da parte di parlamentari ed europarlamentari leghisti. Poi solo silenzio e indifferenza difficili da accettare in una città che si vanta della propria apertura al mondo. —
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google