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Detenuto violento rifila una gomitata in faccia a un agente: naso rotto
Il poliziotto è finito in ospedale con 20 giorni di prognosi I sindacati: «Situazione fuori controllo, ormai è la regola»
PISA. Poliziotto preso a gomitate da un detenuto. Un colpo secco capace di fratturargli il setto nasale.
L’ennesimo episodio di violenza contro il personale della penitenziaria del Don Bosco è avvenuto di mattina.
L’agente è stato portato al pronto soccorso dove è stato medicato e dimesso con una prognosi di 20 giorni.
L’episodio è avvenuto intorno alle 9. Un detenuto di nazionalità maghrebina ha aggredito l’agente di turno colpendolo con una gomitata al setto nasale.
I sindacalisti Andrea Quadrini del Sinappe, Vincenzo Danubio dell’Uspp e Franco Paglia del Cnpp affermano: «Le aggressioni al personale di polizia penitenziaria sembrano essere ormai all’ordine del giorno e non più giustificabili addebitandole all’incremento negli istituti penitenziari di detenuti con problemi psichiatrici. Visto che la direzione del Don Bosco non riesce a porre in essere adeguate e idonee iniziative che debellano il fenomeno, per far lavorare il personale in sicurezza, non è più il caso di assistere inermi o essere semplici spettatori di questi reiterati gravi accadimenti. È giunto il momento che l’amministrazione penitenziaria regionale e centrale si facciano carico della problematica fornendo soluzioni immediate».
Le difficoltà all’interno del carcere sono state denunciate il 27 giugno in occasione di un incontro con il provveditore regionale.
«Quello che si sta verificando a Pisa è di una gravità inaudita – aggiungono i sindacalisti –. Basti pensare che mercoledì nel reparto penale hanno tentato di sottrarre le chiavi ad una agente di turno».
Secondo i sindacati «ormai l’istituto di Pisa è del tutto fuori controllo, come avevamo già denunciato in due precedenti comunicati stampa del mese scorso. Avevamo ipotizzato un periodo caldo ma a quanto sembra ci si appresta a vivere un’estate incandescente».
Sono numerose le richieste del personale ai sindacati per conoscere l’iter procedurale per essere assegnati temporaneamente in altre sedi. «Ormai a Pisa esiste una sola parola d’ordine: si salvi chi può» concludono i sindacalisti. —
P.B.
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