Il Tirreno

Pisa

nel quartiere barBARICINA 

Consegna 150 euro al truffatore dello specchietto

Renata Viola

La donna è stata avvicinata da un automobilista che  sosteneva di aver subìto un danno durante un sorpasso e ha pagato per non avere noie

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PISA. La truffa dello specchietto continua.

A farne le spese stavolta una signora pisana costretta, suo malgrado, a risarcire un danno di 150 euro per un incidente mai provocato. Qualche giorno fa la signora percorreva con la sua auto una strada in zona Barbaricina verso l’ora di pranzo.

Nella stessa corsia di marcia sostava un’auto di media cilindrata, grigio metallizzata. Al suo passaggio un lieve rumore, come un urto non ben identificato, ma certamente non tale da essere riconducibile alla rottura di uno specchietto. Dopo aver percorso qualche metro ed aver parcheggiato nei pressi di un impianto sportivo, la signora si è accorta di essere stata seguita da quell’auto, il cui conducente parcheggiava proprio dietro di lei.

Senza mai scendere dall’abitacolo, l’uomo, un trentacinquenne forse non italiano, con aria minacciosa pretendeva il risarcimento del danno. Incredula e mortificata, la signora si scusava per l’accaduto, rispondendo di non essersi accorta altrimenti si sarebbe certamente fermata.

L’uomo invitava la signora ad avvicinarsi ed a “risolvere” la questione velocemente in contanti, senza passare dalle assicurazioni per non incorrere nella retrocessione della classe di merito. Inoltre, l’uomo sosteneva di essere solo di passaggio a Pisa e in procinto di ripartire, per cui non c’era tempo da perdere. Insieme a lui, nell’auto, si trovavano una donna e una bambina di alcuni mesi. Dopo aver scartato il ricorso al Cid, l’uomo ha quantificato il danno da pagare subito. Cosa regolarmente avvenuta quando la signora, messa alle strette, si è precipitata al bancomat perché sprovvista di tanto contante. Solo dopo qualche ora, ripensandoci, il fatto ha assunto i contorni di una vera e propria truffa. Alla malcapitata non è rimasto altro da fare che denunciare alle forze dell’ordine.—

Renata Viola

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