Sicurezza
Un vento di libertà tra gonfaloni, tacchi alti e piume di struzzo
Un fiume di ventimila persone ha sfilato nelle strade del centro storico di Pisa Buoni affari per i locali con vetrine “rainbow” e tante famiglie con bambini
PISA. Una ventata di gaia libertà. Questa è stata l’aria respirata a Pisa con 20mila persone che hanno sfilato in centro tra i gonfaloni dei Comuni e le piume di struzzo, i tacchi a spillo, unicorni gonfiabili e limousine.
Come le folies bergère
E ancora, la banda musicale Orkesta e la musica sparata da dodici carri agghindati e sgargianti di colori più dei pavoni. Il Toscana Pride è stata una messa inscena degna de Le Folies Bergère, con i suoi trucchi e merletti dissacranti, scherzosi, ironici e sicuramente escatologici dell’oscurantismo che ha fatto soffrire generazioni di omosessuali.
affari “arcobaleno”
Ed i commercianti del centro storico ringraziano, per le migliaia di giovani che si sono fermati nei locali con quell’irriverente folklore che non ha tracimato in problematiche di ordine pubblico e che da sempre accompagna i gay Pride nelle capitali europee. «Ecco appunto, sembra di essere in una capitale aperta ed europea come Berlino, Amsterdam. Altro che modello Salisburgo!», dice uno degli organizzatori mentre guarda le finestre di Palazzo Gambacorti rigorosamente sprangate. Proprio lui aveva un cartellone con su scritto, “l’unica cosa contro natura è la panna nella carbonara”.
nessuna offesa
Ma nessuno dei partecipanti, e va sottolineato nessuno, ha levato cori di insulti o offese a chicchessia. E non poteva essere diversamente vista la quantità di bambini che hanno partecipato al Toscana Pride ed aumentato esponenzialmente i sorrisi di tutti i partecipanti. Immancabile appunto, il trenino delle famiglie “arcobaleno” con genitori e figli mano nella mano, che hanno lanciato un messaggio di visibilità ed affetto, commuovendo tutte le persone presenti.
vetrine rainbow
E tornando al “tornaconto economico” (che non guasta mai), sono 235 le realtà che hanno aderito al Toscana Pride con più di cinquanta esercenti - tra albergatori e commercianti - che hanno sicuramente beneficiato del Toscana Pride, sostenendo la manifestazione con vetrine rainbow e convenzioni.
piccoli malumori
Qualche malumore è serpeggiato tra alcuni esercenti di bar e pub che dicono di «non essere stati avvertiti per tempo dagli organizzatori della kermesse». Anche questo “risentimento” è stato un segno di successo della kermesse.
il confronto
Il corteo si è chiuso sotto un palco e tanta musica in piazza Carrara e la serata per alcuni ha continuato al Bagno degli Americani o al Mamamia, storico locale gay a Torre del Lago. Tirando le somme, anche delle polemiche politiche, non c’è paragone: il Toscana Pride sommerge e surclassa per il suo successo l’ultimo Canapisa, entrambe manifestazioni invise al Comune. —
C. V.
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