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Col fiato sospeso per i figli

Carlo Venturini

Genitori “arcobaleno”  alle prese con l’assenza  di una legge a livello nazionale  per le tutele dei loro bambini «Viviamo in balìa dei giudici»

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PISA. Oggi come quaranta anni fa? Neppure per idea perché al Toscana Pride c’erano i boys scout, quelli veri del Cngei, e c’erano Laura Giuntini che con sua moglie ha un figlio. E poi Mario e Valter che sono “babbi”, detto proprio alla toscana, di tre bambini: «Ma c’è ancora tanto da ottenere in termini di diritti senza sottrarci ai nostri doveri genitoriali. E mai cedere di un solo passo sui diritti raggiunti».

Giuntini è di Firenze. Ha conosciuto quella che diventerà la sua compagna di vita e coniuge a lavoro «ed è stato tutto casuale, spontaneo, bello». Poco dopo, Laura convola a nozze e ad officiare la cerimonia a Firenze è stata proprio la senatrice del Pd, Monica Cirinnà. Ancor prima Laura i suoi passi li aveva mossi ad Amsterdam: «L’inseminazione artificiale è più che un passo, è la consapevolezza che da quel momento hai di doveri. Doveri nuovi e belli e che ti accompagneranno tutta la vita. E quindi ecco mio figlio, nostro figlio Milo».

I doveri, certo ma i diritti dovrebbero andare di pari passo. «Viviamo col fiato sospeso – continua Laura – perché manca una legge nazionale. Bene che a Firenze abbiano fatto le annotazioni anagrafiche per cui mio figlio ha me come madre naturale e la donna con cui mi sono sposata». Ma c’è un grande “ma” che fa vivere appunto nell’incertezza non solo Laura, ma ben 98 famiglie “arcobaleno”. «Ci dobbiamo appellare di volta in volta alla sensibilità del giudice e del sindaco – continua Laura – perché manca una legge nazionale ed il certificato anagrafico può essere impugnato sine die, o meglio, finché non esca una legge ed immaginatevi quali sicurezze e tutele possiamo garantire al figlio. Si tratta di tutelare un minore e anche se non ci sottrarremo mai ai nostri doveri, non possiamo vivere in balìa di giudici e sindaci».

Non è così diverso il caso di Mario e Valter che si sono conosciuti 32 anni fa, perché hanno la vita familiare congelata dai ricorsi dell’avvocatura di stato che non riconosce ad entrambi la genitorialità di tre figli di 10 anni uno, e gli altri di 7 concepiti con la gestazione per altri (Gpa) o maternità surrogata negli Stati Uniti. Valter e Mario sono stati tra i primissimi a iscriversi nel registro delle unioni civili a Pisa per poi sposarsi a Barcellona nel 2008. «Viviamo congelati dal ricorso, ma i nostri figli sono consapevoli e coscienti della loro situazione e vivono bene», dice Mario.

Ed eccoli, con le loro maglie blu, gialle, arancioni, verde e rosso, i bambini scout del Cngei non solo della sezione pisana ma venuti assieme ai loro genitori da Firenze, Livorno, Pistoia e Borgo a Mozzano. «Essere qui è del tutto in linea coi principi fondanti degli scout Cngei – dice il responsabile della sezione pisana Simone Silvestri – perché proponiamo ai giovani un sistema di valori per costruire un mondo più giusto e solidale, dove siano garantiti a tutti pari dignità, doveri e diritti, portando avanti la nostra scelta senza barriere ideologiche». —

Carlo Venturini

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