Sicurezza
Alla sfilata poliziotti e un aviere di 32 anni
PISA. Hanno una polo blu con su un braccio il tricolore italiano e sull’altro la bandiera arcobaleno Lgtb. Sulla schiena hanno uno slogan dorato con scritto “Diversamente uniformi”. Sono gli attivisti dell’associazione Polis Aperta nata per ascoltare e tutelare gay e lesbiche appartenenti alle forze di polizia e militari.
«Quello che resta da fare è ancora molto, ma il clima culturale e lavorativo registra positivi segnali di apertura e questo è confortante anche se non si deve mai abbassare l’attenzione su certi meccanismi discriminatori», dice Simone di 32 anni militare dell’Aeronautica. «Poi ci prefiggiamo di affrontare – continuano da Polis – all’interno del mondo militare e delle forze di polizia, la questione sessuale in modo da creare un ambiente più sereno e più rispettoso delle persone gay e lesbiche che servono il Paese in uniforme e vorremmo anche trasmettere alla popolazione gay e lesbica, e non solo, una diversa immagine della funzione di polizia, cioè di una polizia aperta in una società aperta».
Simone continua dicendo che «per la natura dei propri obiettivi l’associazione comprende tra gli iscritti anche persone ad orientamento eterosessuale ed appartenenti alla società civile». —
C. V.
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