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Toscana salute

Tumore raro alla tiroide: maxi intervento per salvare una vita

Il gruppo di medici che ha partecipato alla maxi operazione
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Il gruppo di medici che ha partecipato alla maxi operazione

Pisa, l’operazione è durata 12 ore e ha impegnato quattro equipe. Il paziente era affetto da tumore raro e esteso alla tiroide

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PISA. Salvato da un tumore avanzato alla tiroide, estremamente raro ed esteso anche in altri settori anatomici, grazie a un maxi intervento chirurgico multidisciplinare durato dodici ore e condotto da quattro equipe. È accaduto a Pisa e il paziente dopo alcune settimane in rianimazione terapia intensiva è stato trasferito in un istituto per proseguire la terapia. 

Lo ha reso noto l’Azienda ospedaliero universitaria pisana (Aoup). L’operazione, si spiega in una nota che ricostruisce il complesso intervento, ha permesso «il superamento della fase critica e la possibilità di intraprendere le terapie oncologiche necessarie: la patologia, nel caso specifico, era infatti talmente estesa da non poter essere trattata con la sola terapia farmacologica». L’operazione ha coinvolto quattro equipe operatorie per realizzare un approccio chirurgico che richiedeva le competenze di più specialisti. È stato, prosegue l’Aoup, «un lavoro di squadra perfettamente calibrato e preparato con cura dopo un consulto multidisciplinare richiesto dai medici dell’unità operativa di endocrinologia 1 per l’origine tiroidea della patologia e la scelta cui sono approdati gli specialisti è stata per un intervento di asportazione della tiroide congiuntamente alla rimozione della massa mediastinica neoplastica».

Una procedura definita ad alto rischio che ha richiesto la ricostruzione di vasi sia venosi che arteriosi del torace, interessati dal tumore, così come il ricorso alla circolazione extracorporea in ipotermia profonda per la protezione cerebrale, disegnandosi come uno dei più complessi interventi multidisciplinari effettuati a Pisa.

L’intervento è stato eseguito nella sala operatoria della Cardiochirurgia del Dipartimento Cardio-toraco-vascolare; è stato necessario ricorrere alla circolazione extracorporea (Cec) in ipotermia profonda per la ricostruzione di strutture vascolari arteriose e venose inglobate dalla massa neoplastica.

Dopo alcune settimane di degenza in rianimazione, il paziente, in buona salute, è stato trasferito in un istituto per proseguire la riabilitazione cardiologica necessaria per il recupero funzionale e, appena completato il percorso riabilitativo, sarà di nuovo affidato alle cure degli endocrinologi-oncologi per le ulteriori cure del caso.

Hanno eseguito l’intervento il professor Mauro Ferrari (chirurgo vascolare), il dottor Giovanni Scioti ed il dottor Federico Del Re (cardiochirurghi), il professor Gabriele Materazzi ed il dottor Carlo Ambrosini (endocrino-chirurghi), il professor Marco Lucchi (chirurgo toracico), il dottor Fabio Guarracino ed il dottor Daniele Amitrano (anestesisti-rianimatori) oltre a tutto il personale infermieristico e tecnico di sala operatoria.

Alla riunione del Gom-Gruppo oncologico multidisciplinare hanno partecipato, oltre a tutti i professionisti già citati anche il dottor Alessandro Ribechini (endoscopista toracico) e gli endocrinologi (professoressa Raffaella Elisei, dottoressa Eleonora Molinaro e dottor Alessandro Prete).

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