Toscana
Terza rapina a una farmacia di giorno e in pieno centro
Dopo gli assalti a Pontedera e in viale Bonaini a Pisa, l’autore dei raid ha colpito di nuovo. Irruzione con una siringa nel presidio sanitario in corso Italia alle 10 del mattino
PISA. Il furto al Lotti di Pontedera e la rapina, due giorni dopo, alla farmacia davanti allo stesso ospedale sono due contestazioni di cui gli investigatori sono certi. Ma il 37enne pontederese, con problemi di tossicodipendenza, viene cercato su Pisa anche per due altri due colpi.
Il primo avvenuto nel primo pomeriggio di mercoledì 3 luglio alla farmacia Baldacci in viale Bonaini a Pisa, a ridosso di piazza Vittorio Emanuele.
Il secondo è stato consumato giovedì 4 luglio alle 10 in corso Italia ai danni della farmacia del Carmine. Luogo e orario che per una rapina significano più incoscienza che audacia. Eppure il bandito a cui carabinieri e polizia danno la caccia dal pomeriggio di martedì 2 luglioo non si trattiene e punta senza indugio nell’allungare la sequenza di irruzioni. In due occasioni ha usato un coltello da cucina. Ieri ha mostrato una siringa per convincere i suoi bersagli a non creare ostacoli tra lui e il bottino. Le foto segnaletiche fatte vedere ai rapinati coincidono nell’attribuire al 37enne la responsabilità delle tre rapine in altrettante farmacie tra Pontedera e Pisa. Per il furto all’ospedale ha già avuto un passaggio in Tribunale con la convalida dell’arresto e il rinvio per il dibattimento.
La fuga costellata dalle rapine può essere stata innescata dalla paura di finire in cella e da una condizione psicofisica sempre più alterata. Lo cercano anche con i cani molecolari nelle sue tappe cittadine, a partire dalla stazione. Veniamo all’episodio di ieri. Il bandito è entrato mentre due farmaciste stavano servendo altre persone. «Aveva un aspetto un po’ particolare, ma lavorando in Corso Italia siamo abituate a vedere gente così – spiega una delle due dottoresse presenti al momento del colpo –. Quando è toccato a lui ci ha chiesto due siringhe e acqua e insulina. Non era quello che voleva. All’improvviso è venuto dietro al bancone. Mi sono spostata e lui è andato alla cassa. In mano aveva una siringa per minacciarci. Non abbiamo reagito. Solo la mia collega quando ha visto che continuava a mettere le mani nella cassa gli ha detto di farla finita e di andarsene».
Alla fine il bottino è sui 300 euro. Barba incolta, moro, pizzetto, italiano. L’identikit coincide con lo stesso autore dei raid, ormai finito in una spirale da cui non sembra uscire.
Pare quasi che nel ripetere a cadenza quotidiana i suoi assalti cerchi alla fine di essere fermato. Uno che fa una rapina in Corso Italia alle 10 del mattino non si preoccupa del rischio di fallire. L’obiettivo è l’incasso. E sempre sul fronte furti nel pomeriggio alla parafarmacia in via Fiorentina un nordafricano è entrato e con prepotenza verso la commessa è andato alla cassa e ha preso i soldi, una cinquantina di euro.
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