Cartelli e megafono «Siamo pochi ma è un primo passo»
Le “Voci dal futuro” degli attivisti del movimento Friday for Future Pisa
Di seguito leggerete l’intervento di Bruno, studente di Scienze Biologiche a Pisa: è il racconto di cosa lo ha spinto a portare la protesta mondiale per il clima a Pisa (e in Italia) e cosa lo spinge ancora oggi ad essere in piazza ogni venerdì con il movimento “Friday for Future”. Un modo, questo, per dare spazio a riflessioni “non tradizionali” sul mondo che ci circonda. O per dirla con le parole del movimento per ospitare, qui e ora, le “Voci dal futuro” del gruppo Friday for Future Pisa al quale va il nostro grazie. (v.l.)
Il 3 settembre 2018 leggo per la prima volta un articolo su Greta Thunberg, una ragazzina di 15 anni seduta fuori dal Parlamento svedese, che sciopera per il clima. Mi sembra una cosa singolare, ma non strana. Il problema dei cambiamenti climatici mi tocca, so che è grave ma nessuno ne parla. Ammiro questa ragazza. Condivido l’articolo sul mio profilo Facebook, 9 mi piace. Wow. L’8 ottobre leggo un articolo inquietante. Parla di un rapporto ONU, in cui si dice che abbiamo solo 12 anni per fermare il riscaldamento globale. La cosa mi spaventa, tantissimo. Eppure, nei giorni successivi le reazioni dell’opinione pubblica, delle persone che mi circondano, non sono uguali alle mie. Io sono in ansia ogni giorno.
Una sera di ottobre leggo un articolo del Guardian. Parla di clima e di un gruppo inglese, Extinction Rebellion, che vuole organizzare una protesta contro il governo, colpevole di non aver affrontato i cambiamenti climatici. Trovo un video del movimento, dal titolo “Diretti verso l’estinzione, e cosa fare a riguardo”. Inquietante, ma accende in me qualcosa. Appena finito di guardarlo, ho una voglia matta di lottare, di ribellarmi. Devo fare qualcosa per il clima. Per il nostro futuro. Una sera espongo il rapporto dell'IPCC ai miei compagni di Greenpeace. A fine ottobre, inizio a seguire Greta su Instagram. Il 31 ottobre lei è a Londra con Extinction Rebellion e pronuncia un discorso bellissimo su clima e futuro. Mi colpisce tantissimo. Il 26 novembre Greta chiede agli studenti di tutto il mondo di fare come lei, che ogni venerdì sciopera per il clima, e di scendere nelle piazze delle proprie città il 30 novembre (il venerdì prima della COP24, conferenza ONU sul clima). E se lo facessi anche a Pisa? Ne parlo al gruppo Greenpeace: i miei compagni accolgono la proposta. Il giorno dopo creo un evento Facebook. La sera del 29 preparo due cartelli, con su scritto “i cambiamenti climatici sono un’emergenza” e “è tempo di agire”. La mattina dopo mi sveglio e ho un’ansia incredibile mista ad entusiasmo. Prendo l’autobus e raggiungo la piazza del comune di Pisa, dov’è in programma il presidio. Trovo già un gruppetto lì ad aspettarmi. Incredibile! In totale siamo 20 persone. Leggiamo una lettera rivolta all’amministrazione pisana, che poi consegniamo loro. Rimaniamo lì per due ore, facendo volantinaggio, esponendo i nostri cartelli, parlando con le persone. Uso un megafono per la prima volta in vita in mia. Mi sembra di aver fatto una cosa grandiosa. Siamo scesi in piazza, so che siamo pochi ma sento che questo è stato un primo grande passo. Mi sento orgoglioso e provo grande gratitudine nei confronti dei giovani che con me, per la prima volta in Italia, hanno creato un presidio di Fridays For Future, un movimento che in pochi mesi porterà nelle piazze italiane oltre 150mila persone e che spingerà tantissimi giovani a scioperare ogni venerdì per pretendere dalle Istituzioni un futuro. —
Bruno Fracasso
Fridays for Future Pisa
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