Il Tirreno

Pisa

le richieste dei pm  

«Non sono sostenitori dei terroristi dell’Isis vanno tutti assolti»

P.B.

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PISA. Assoluzione piena per l’accusa di sostenere i terroristi dell’Isis. Due condanne per apologia di reato.

La requisitoria dei due pm della Procura di Torino che hanno portato a processo quattro tunisini, alcuni dei quali residenti a Pisa, si conclude con la constatazione che non ci sono prove sufficienti per dire che gli imputati facevano proselitismo per i terroristi islamici.

Le richieste dell’accusa sono riferite solo all’apologia di reato consumata nel mettere qualche like ai vaneggiamenti sanguinari dell’Isis online.

Per i quattro è stata revoca la custodia cautelare del carcere duro al 41 bis in un istituto sardo. Restano dentro per un definitivo legato a un patteggiamento di 3 anni 7 mesi per spaccio nelle piazze pisane.

Le richieste della Procura anticipano con un spirito positivo per gli imputati il giorno della sentenza fissata per il 12 luglio a carico di Bilel Tebini, 30 anni; Nafaa Afli, 27 anni; Bilel Mejri, 27 anni; Marwen Ben Saad, 31 anni difesi dagli avvocati Sara Baldini e Massimo e Giulio Parenti.

L’assoluzione per il terrorismo è stata invocata con quella che era la vecchia formula dell’insufficienza di prove.

Stando all’accusa, al termine del dibattimento, l’immagine dei quattro è più simile a quella di piccoli spacciatori che non di sostenitori attivi con riunioni e propaganda a favore dell’Isis sull’asse Torino-Pisa.

La morte in Siria di due amici foreign fighters, con cui erano in contatto, ha aggiunto tra gli altri elementi un credito all’impalcatura iniziale che in aula non ha trovato riscontri.

L’inchiesta “Taliban” del Ros di Torino era iniziata su sette giovani tunisini iscritti all’Università di Torino, alcuni dei quali poi si sono trasferiti a Pisa.

Erano studenti di lingue straniere, ma non frequentavano i corsi e non svolgevano esami, anche se – per mantenere il permesso di soggiorno – certificavano falsamente di averli superati. Studenti e spacciatori, tanto che nel corso dell’indagine tre di loro – Afli, Ben Saad e Mejri – sono stati arrestati e hanno patteggiato 3 anni e 7 mesi. Sulla droga le ammissioni sono pacifiche. Quello che hanno sempre contestato è l’etichetta di sostenitori del terrorismo islamico. Il 12 luglio la sentenza. —

P.B.

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