Toscana
Sesso in carcere davanti al figlio, coppia patteggia cinque mesi
La mamma del piccolo di 9 anni era andata a trovare il compagno detenuto. L’incontro hard nella saletta riservata alle visite con la presenza di bimbi
PISA. Legittima quella passione tra conviventi resa impellente da un’astinenza forzata. Di sicuro inopportuno il luogo scelto per l’amplesso. Una scelta che si trasforma in reato se si arriva a consumarlo davanti al figlio, un bambino che all’epoca aveva 9 anni. Un rapporto sessuale tra un detenuto e la sua compagna dentro il carcere Don Bosco è diventato prima una denuncia e ora un patteggiamento a 5 mesi per i due giovani protagonisti della storia chiusa in Tribunale davanti al giudice Anna Fabbricatore assistiti dall’avvocato Salvatore Cutellè. L’accusa era di atti osceni in luogo pubblico aggravata dalla presenza di minori.
Era il 19 febbraio 2018 quando in occasione dell’incontro tra la compagna e il suo uomo, detenuto da tempo, l’agente della penitenziaria si accorge che le effusioni tra i due virano verso l’hard. Non è che il poliziotto fa il guardone. Anche se la visita avviene in un ambiente protetto, giusto perché c’è un bimbo che va a trovare il suo papà, la penitenziaria non può voltarsi dall’altra parte. Un incontro sì riservato, ma che non può essere segreto.
Forse i due non erano a conoscenza della videosorveglianza. Lei entra con il bimbo nella “Sala delle nuvole”, un ambiente arredato per dare un senso di familiarità in un contesto, quello carcerario, in cui l’affettività trova i suoi ostacoli. Il piccolo saluta il papà e poi inizia a giocare per conto suo con quello che trova nella saletta ricca di colori e piccoli intrattenimenti. La mamma a quel punto si rivolge con fare affettuoso al compagno. Le carezze diventano abbracci, i baci si trasformano nell’anticamera di un rapporto filmato in tutta la sua durata. L’agente non si accorge subito dell’amplesso perché impegnato in altre attività. Le immagini gli vengono in soccorso al momento di segnalare l’episodio quando si rende conto che l’ospite entrata con il figlio è sopra il suo compagno rimasto sulla sedia. Un video eloquente allegato all’informativa spedita in Procura.
All’epoca i sindacati denunciarono: «In questa postazione, la quale noi affermiamo essere inadeguata allo scopo, non è prevista alcuna unità di polizia penitenziaria, ma solo una misera telecamera - scrisse Claudio Caruso, vicesegretario regionale dell’organizzazione sindacale Osapp Toscana - e siccome l'occasione fa l'uomo ladro, un detenuto e la compagna non hanno avuto alcuna esitazione a dar luogo ad effusioni amorose, davanti al proprio figlio minore intento a giocare».
Il detenuto è al Don Bosco da anni con la prospettiva di restarci almeno fino al 2030. Furti e rapine gli sono costati una condanna a 10 anni in Belgio che ora sconta a Pisa. E altri raid per gli stessi reati hanno prodotto sentenze collezionate in Italia che vanno a spostare in avanti il traguardo della libertà. Quel rapporto fugace su una sedia del parlatorio arredato come fosse un salotto ha aggiunto altri 5 mesi all’uscita dalla cella.
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