Il dolore
Inquilini e Sicet al Comune: rivedere il piano di costruzione
Gli abitanti del quartiere lamentano le dimensioni ridotte dei futuri alloggi che non hanno le dimensioni sufficienti per ospitare famiglie numerose
PISA. L’Unione Inquilini si fa sentire sul caso “edilizia popolare” nel quartiere di Sant’Ermete. «Gli abitanti delle case popolari denunciano le difficoltà di abitare in vecchi alloggi fatiscenti e contestano la costruzione dei nuovi alloggi previsti dal programma di riqualificazione del quartiere di Sant’Ermete, approvato dal Comune e finanziato nel 2011 dalla Regione; in particolare il secondo stralcio del masterplan, approvato dal Comune nel 2013, prevede la costruzione di due immobili di 7 e 5 piani, con rispettivamente 39 e 33 minialloggi popolari dove prima sorgevano 4 vecchi edifici con complessivi 48 alloggi popolari costruiti nel 1948 e demoliti lo scorso anno».
«Unione Inquilini e Sicet - si legge ancora nella nota a firma rispettivamente di Virgilio Barachini e Daniele Cosci - nell’aprile 2016, dopo aver letto la relazione del 6 aprile 2016 sullo stato di attuazione del programma di riqualificazione del quartiere, avevano paventato le difficoltà e chiedevano di fare chiarezza sui finanziamenti che erano venuti a mancare, ma avevano anche denunciato all’Apes il fatto che non era possibile accettare un piano di costruzione che prevedeva alloggi abitabili solo da nuclei di due persone; mentre, assurdamente, per la legge regionale numero 2/2019, sarebbe lecito perfino assegnare un alloggio composto da un ingresso/soggiorno/cucinotto più una camera e un bagno (due vani utili), con superfici comprese tra 45 e 48 mq, a nuclei composti sino a 4 persone adulte, senza che si abbia “sovraffollamento”. Per questo comprendiamo e sosteniamo la giusta protesta degli attuali assegnatari residenti nelle case popolari di Sant’Ermete che saranno trasferiti nei 70 nuovi alloggi in costruzione, in particolare delle famiglie composte da tre o più adulti, molte delle quali ora abitano in alloggi sicuramente fatiscenti, ma di 54 mq». Sicet ed Unione Inquilini, conclude il comunicato, propongono alla giunta comunale di invitare l’Apes a rivedere, come già fatto altre volte, il progetto costruttivo per ottenere meno alloggi, ma con almeno una trentina di alloggi di 3 vani e 65/70 mq per 3 o 4 persone e i rimanenti di 45/48 mq per 1 o 2 persone». –
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