Finanza
Pro e contro del Gioco «Ora tempi certi per le sfide e più spazio per il corteo»
Domani subito una riunione per un bilancio e pensare alla nuova edizione Per Filippo Bedini dovranno esserci dei cambiamenti
Pisa. Il bilancio del Gioco del Ponte 2019 è stato sicuramente positivo: splendido come sempre il corteo, avvincenti i combattimenti che finalmente sono stati tutti tra squadre di pari livello e quindi equilibrati. Tanta gente sui lungarni dalle 20,30 in poi per assistere alle sfide. Meno, purtroppo, durante il passaggio degli oltre 700 figuranti quest’anno in alcuni casi con nuovi e ancor più ricchi costumi.
Domani riunione del Consiglio degli Anziani per analizzare il risultato di sabato sera (e leggere gli eventuali verbali dei giudici) e per mettere già le basi per l’edizione 2020. Qualcosa è da rivedere, ma questo è un problema congenito della manifestazione, sui tempi morti soprattutto durante i combattimenti. Un esempio? Tra la fine di una sfida, con la caduta della bandierina, e il via della successiva non sono mai passati meno di venti minuti.
«Siamo convinti che bisogna lavorare sulla riduzione di quei tempi morti sui quali c’è possibilità di intervento – ci dice l’assessore alle tradizioni storiche Filippo Bedini –. Su altri obiettivamente è difficile agire perché fanno parte dell’essenza stessa del Gioco. Crediamo comunque di poter limare almeno tra i 30 ed i 45 minuti».
Tempo da recuperare sulla parte dei combattimenti. Ancora Bedini: «Senza dubbio. Sto pensando ad esempio a come limitare la durata delle sfide. Una soluzione potrebbe essere mettere un tempo massimo da non superare. Questo farebbe aumentare lo spettacolo costringendo le squadre ad attaccare. Nel modo di interpretare i combattimenti, adesso i primi minuti sono di studio o di attesa. Con il risultato per chi vede il Gioco da lontano in un totale immobilismo».
Con la riduzione dei tempi dei combattimenti anche il corteo ne trarrebbe vantaggio. Ne è convinto Bedini: «Si è visto sabato scorso come le tribune si sono affollate non prima delle 20,30. Se i combattimenti avessero tempi di durata certi, potremmo anche posticipare l’inizio del corteo contribuendo forse ad aumentare la presenza di pubblico sui lungarni».
Corteo che quest’anno, nonostante un piccolo ritardo alla partenza, è stato all’altezza delle aspettative. «Abbiamo lavorato molto sulla sfilata – ammette l’assessore – e l’abbiamo anche spinta molto a livello di comunicazione perché siamo convinti che meriti un palcoscenico migliore a livello di pubblico. L’operazione del recupero di costumi è fondamentale perché fa apprezzare il corteo ancora di più. Va anche detto che dalle tribune diventa difficile ammirare i particolari come possono essere i ricami o le nuove calzature».
Al di là dell’esito finale della sfida con la vittoria di Tramontana, per quanto riguarda la parte militare del Gioco non ci sono state grosse polemiche sia tra i vincitori sia, soprattutto, tra gli sconfitti. I comandi, a meno di dimissioni, sono tutti confermati restando in carica per l’intera legislatura. Conclude l’assessore Bedini: «Il Gioco è stato spettacolare. Le polemiche e recriminazioni ci sono sempre. Vediamo se i comandi alla luce del risultato vorranno apportare qualche modifica al loro interno magari recuperando persone che sono state accantonate ma che possono essere ancora utili alla manifestazione». –
Daniele Benvenuti
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