Il Tirreno

Pisa

 

Scontrini non più fiscali, da lunedì primo luglio diventano elettronici

Amanda Fincatti
L’emissione di uno scontrino fiscale (foto d’archivio)
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L’emissione di uno scontrino fiscale (foto d’archivio)

Il nuovo obbligo introdotto dal governo per ridurre l’evasione. Intanto si deve adeguare chi ha un giro d’affari annuo superiore a 400mila euro 

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PISA. Parte da oggi, primo luglio, l’obbligo di emissione dello scontrino elettronico per i commercianti con fatturato annuo superiore ai 400mila euro, ma niente multe entro il 31 dicembre 2019. La Camera ha approvato l’emendamento nel decreto Crescita 2019 che garantisce, infatti, la sospensione delle sanzioni agli esercenti non ancora in regola della durata di sei mesi. Per la maggior parte di tutte le altre attività commerciali, con giro d’affari inferiore, l’avvio dell’obbligo della trasmissione telematica dei corrispettivi giornalieri all’Agenzia delle Entrate dovrebbe scattare dal 1º gennaio 2020.

Il nuovo sistema di emissione degli scontrini fiscali per via telematica rientra nell’ambito del contrasto all’evasione fiscale e intende semplificare la trasmissione dei dati in maniera digitale. Il rinvio dell’entrata in vigore dell’obbligo come richiesto da Confcommercio nazionale non è avvenuto, ma per il direttore di Confcommercio Pisa Federico Pieragnoli «la sospensione delle sanzioni per i commercianti obbligati all'emissione dello scontrino elettronico a partire da luglio è indiscutibilmente un fatto positivo». Spiega ancora che l’approvazione di una proroga sarebbe servita a far guadagnare tempo ai commercianti, considerati «i tanti ostacoli di natura tecnica e anche economica che è necessario affrontare per adeguarsi a questa nuova disciplina».

Il nuovo sistema digitale di trasmissione dei dati ha sollevato critiche anche in ragione della sua portata tecnologica. In certe zone il collegamento può essere poco funzionante o comunque una mancanza di linea potrebbe generare disagi anche nei centri più forniti. Il commercialista David Fontanelli, che svolge la sua professione a Pisa, segnala un certo malumore dei commercianti, i quali avrebbero percepito il nuovo regime «come un’imposizione e una cosa in più da imparare, soprattutto per coloro che hanno problemi di approccio con il computer». Ricorda inoltre che, oltre ai costi da sostenere, resta il dubbio sulla capacità dei rivenditori di registratori di cassa di soddisfare tutte le richieste entro i tempi previsti dalla legge.

A tal proposito il direttore di Confcommercio Pisa segnala che «moltissime sono le imprese che stanno incontrando notevoli difficoltà sia nell'installazione dei nuovi registratori sia nell'adeguare l'attuale misuratore fiscale. Commercianti ed artigiani non possono essere sanzionati a causa di oggettivi problemi del mercato nel rispondere, nei tempi dovuti, a tutte le richieste».

La regola prevede l’acquisto di un nuovo registratore oppure che si proceda in modo da adattare le proprie casse tramite l’installazione di un software omologato. In caso di acquisto sarà riconosciuto all’acquirente un credito d’imposta pari al 50% della spesa sostenuta fino ad un massimo di 250 euro, mentre nei casi di adattamento del registratore sarà riconosciuto un credito pari a 50 euro. Tutte le operazioni di attivazione e di messa in servizio del registratore sono comunicate in maniera telematica all’Agenzia delle Entrate.

«A questo scopo – spiega Franco Palmieri, responsabile del settore fiscale di Confesercenti Toscana Nord – il contribuente può conferire delega ad un intermediario per l’accreditamento dei dispositivi telematici oppure può attivarsi personalmente».

Fra i servizi offerti agli associati di Confesercenti sono state sottoscritte delle convenzioni, in alcuni territori, con rivenditori specializzati per un acquisto agevolato del registratore.

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