Toscana
Corteo sgargiante l’orgoglio di sfilare nonostante il caldo record
Debutto dei nuovi costumi, l’assessore guarda già avanti «L’obiettivo è coinvolgere ancora di più il pubblico»
Non ce ne vogliano i combattenti che hanno affrontato le fatiche sul Ponte, ma per una volta una battaglia non meno dura è stata riservata ai figuranti, con il peso di armature, corazze, alabarde nel caldo record di fine giugno, marciando al ritmo impresso dai tamburi. Lo stesso si potrebbe dire per il pubblico che ha scandito con gli applausi i movimenti sincroni del corteo, immergendosi nelle atmosfere del glorioso passato rossocrociato. L’amore per la propria città e per le sue tradizioni ha avuto la meglio su tutto.
Emozionante prima ancora che si inizi a sfilare è quel silenzio rotto dai primi colpi preparatori al tamburo e dalle ultime raccomandazioni di chi ha lavorato duro per la buona riuscita di un evento e non vuole lasciare nulla al caso, neppure negli istanti che precedono il via.
Si parte con il suono delle chiarine e poi con il rullare di tamburi. Davanti alla tribuna del Consiglio degli Anziani e poi di fronte agli appassionati passano in rassegna tutti i protagonisti del Gioco, ovviamente in ordine di grado militare, preceduti dai giudici. Mentre a Mezzogiorno scorrono le magistrature australi, esponendo con orgoglio i propri targoni, dalla parte opposta si susseguono quelle boreali, quasi in sincrono, separate dalle acque dell’Arno. Uguali ed opposte, come sono Tramontana e Mezzogiorno.
All’inizio del corteo l’esposizione del palio, che da quest’anno è consegnato definitivamente alla parte vincitrice dell’edizione. L’esemplare odierno raffigura la conquista di Gerusalemme, una scena del Gioco del Ponte nel VII secolo e una pergamena, indicante l’edizione… 2020. Naturalmente non è un errore di stampa, perché secondo il calendario pisano lo scorso 25 marzo abbiamo salutato il 2019 per entrare nel 2020. Grande curiosità per il nuovo abbigliamento dei figuranti, le cui peculiarità erano state anticipate sul piano tecnico e storico, ma ovviamente dovevano passare l’esame visivo d’insieme nel corteo. Oltre ai costumi completamente rifatti, come quello del generale di Tramontana Matteo Baldassari, non sono passati inosservati i cappelli dei tamburini e le calze degli alfieri (con i colori della squadra di appartenenza), contribuendo ad arricchire l’impatto cromatico nel rispetto della tradizione. Soddisfatto l’assessore Filippo Bedini: «Aver ricostruito la completezza degli abiti è l’aspetto più importante, aggiungendo le grandiglie ed altri elementi storicamente attestati, nella fedeltà alle origini del Gioco. Abbiamo dato la precedenza a 30 costumi nell’elenco che ci è stato fornito e continueremo il lavoro nei primi anni. Ovviamente è fondamentale anche il momento della svestizione per garantire l’integrità degli abiti».
«Ha raccolto consensi – prosegue Bedini – anche la brochure in cui erano descritte le fasi del corteo e i ruoli dei figuranti coinvolti, per permettere al pubblico di capire a pieno il significato della manifestazione».
Valutazioni positive da un grande esperto del Gioco come Lorenzo Bani: «Il corteo ha rispettato il passo ed i costumi sono veramente belli. Il gioco sta migliorando, nella direzione che io volevo percorrere quando da assessore riproposi la manifestazione. L’assessore Bedini è una persona in gamba».
Peccato per i vuoti, soprattutto in alcune tribune di Tramontana, che non hanno consentito il pieno di applausi all'indirizzo del corteo. Prossima missione dell’assessore Bedini: «Far capire che il Gioco non è solo combattimento, ma corteo più combattimento». —
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