Sicurezza
Caos al Consorzio di bonifica Sanavio si è già dimesso
Il primo degli eletti e candidato alla presidenza denuncia: «Ostruzionismo dello strano asse Lega-Pd. Rossi intervenga Mi faccio da parte per dignità»
PISA. Caos al Consorzio di Bonifica 4 Basso Valdarno, Giacomo Sanavio ha rassegnato le dimissioni. In una lettera annuncia di lasciare la carica di membro eletto dell’assemblea del Consorzio 4 Basso Valdarno. Sanavio era il principale candidato alla presidenza. La lettera è stata inviata nella giornata di giovedì 27 al presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, e agli altri componente del Consorzio (assemblea, direttore e revisore dei conti) «per denunciare - dice l’ex assessore provinciale - l’ostruzionismo messo in pratica da quattro eletti dell’assemblea e dallo strano asse Lega-Pd».
Per ben due volte («è agli atti», sottolinea Sanavio) è stato fatto mancare il numero legale per evitare il voto sull’elezione del presidente. Sanavio è stato il primo degli eletti della lista che ha conseguito l’83% dei consensi e con il doppio delle preferenze rispetto al secondo candidato, «eppure - aggiunge - il fuoco incrociato tra due membri di minoranza e due della stessa lista Territori (Fedi, Neri) sta impedendo l’insediamento dell’organismo».
«Una pregiudiziale sul mio nome e sul mio posizionamento politico - dice Sanavio -. Su questa avversità si è creata una saldatura con gli interessi di un gruppo di potere e un rivendicazionismo di tipo territoriale ben poco comprensibile e per nulla giustificabile». A questo si aggiunge il ruolo del consiglio regionale della Toscana, prosegue, «che non ha ancora provveduto alla nomina del proprio rappresentante, contribuendo così alla situazione di stallo in cui versa l’assemblea del Consorzio». In vista del 18 luglio, data di convocazione della prossima assemblea ed ultimo giorno utile concesso dalla diffida inviata dal presidente della Regione, Sanavio ha quindi deciso di dimettersi, non senza rammarico e amarezza. «Ritengo necessario - spiega - che le varie componenti possano agire nella massima libertà e con i più ampi margini al fine di evitare l’esito infausto del commissariamento. Le mie dimissioni sono un gesto di responsabilità, dignità personale, coerenza e libertà». —
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