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Rita Sverdigliozzi lascia Pisa e passa alla Mobile di Brindisi

Rita Sverdigliozzi lascia Pisa e passa alla Mobile di Brindisi

Il saluto del questore Rossi: andrà in una realtà difficile ma sono sicuro che farà bene Al suo posto Valerio Nocita, alle volanti Roberta Falaschi

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PISA. La dottoressa Rita Sverdigliozzi, dirigente della Squadra Mobile della questura di Pisa, lascia l’incarico nella città della Torre per assumerne uno ancora più impegnativo e di prestigio. Da lunedì andrà a dirigere la Squadra Mobile della questura di Brindisi. Tante le operazioni da lei dirette in questi anni e che le hanno dato la possibilità di poter raggiungere nuovi traguardi professionali. È arrivato dunque il momento dei saluti ai colleghi, al questore e ai dirigenti della questura con i quali ha percorso un importante tratto di crescita professionale insieme. Un piccolo rinfresco, un regalo per il capo della Mobile e non poca commozione.

«Non è facile andare via da una città con cui resta un legame di affetto – ha detto il questore Paolo Rossi con riferimento al personale della Mobile rivolgendo alla dottoressa i migliori auguri per il nuovo compito –. Il nuovo incarico è in una realtà operativamente più difficile e più grande, ma sono sicuro che saprà fare bene. Il momento dei saluti è sempre difficile, con il personale si creano legami importanti, i colleghi diventano un po’ come familiari, non è facile trasferirsi in un’altra realtà».

Il cambio di guardia al vertice della Mobile avviene con un movimento che valorizza professionalità interne. L’attuale capo delle Volanti, il dottor Fabrizio Valerio Nocita, assume la direzione della Mobile. Mentre il vice commissario Roberta Falaschi prende il suo posto e diventa capo delle Volanti.

Saluti, ringraziamenti e anche un arrivederci. La dottoressa Sverdigliozzi non nasconde il suo legame con la città della Torre. «Vorrei tornare e far studiare qui le mie figlie», dice. Tante le parole di ringraziamento per la sua squadra e per la vice, Sandra Orsini. «Grazie a tutti, a cominciare da Sandra che è stata una valida collaboratrice. Ho sempre pensato a tutelare i miei uomini, se c’è stato un problema lo abbiamo risolto, abbiamo lavorato bene. Il trasferimento a Brindisi è per me un’opportunità di crescita, questo era il momento giusto. Ma spero sia un arrivederci». –

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